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Il Mc Donald’s e le convinzioni potenzianti

8 luglio 2010

Ciao,
l’altro giorno ho portato mia figlia al McDonald’s…. si lo so… non è il massimo per una bambina di 6 anni e certamente non è salutare, ma una volta ogni tanto ci sta.
Poi, considerando quello che è successo, ne è valsa la pena!

Infatti, siamo entrati e mentre io mi dirigevo alla cassa, mia figlia si è fermata davanti ad un cartello che pubblicizzava tutte le meraviglie che il buon McDonald’s ha gentilmente pensato di regalare ai bambini che scelgono un Happy Meal. Questi geni del marketing sono incredibili, si inventano regali e sorprese bellissime e i bambini non hanno dubbi, tutti e dico proprio tutti vogliono un Happy Meal.
Dicevo… mia figlia si ferma e guarda intensamente il cartello, io la chiamo e niente… non risponde, finché dopo ben tre tentativi riemerge dal suo stato di massima concentrazione e mi dice, con tono seccato: “Arrivo! Stavo guardando cosa c’è nell’Happy Meal. C’è una cosa che voglio e alla quale sto pensando da un po’. Secondo me oggi me la regalano!”.

La cosa mi fa sorridere e comunque non rispondo, andiamo insieme alla cassa e, dopo aver ordinato per me, ovviamente chiedo un Happy Meal, senza far caso a cosa, il cassiere, inserisce come sorpresa.

Pago e ci dirigiamo ad uno dei tavolini, liberi. Stranamente il locale è quasi vuoto, scegliamo il nostro posto e consegno a mia figlia, il magico contenitore in cartone dell’Happy Meal, lei lo apre e mentre addento, con l’acquolina in bocca il mio agognato panino, un urlo sale, nell’irreale silenzio della sala, dal posto occupato da mia figlia: “Siiiiii! E’ proprio quello che volevo! Hai visto papà, ci ho pensato tanto, l’ho voluto ed è arrivato!”

Potere delle convinzioni potenzianti…

Pratica, pratica, pratica!

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Un saluto
Salvatore

I guretti della PNL

5 luglio 2010

Ciao,
oggi voglio segnalarti un interessante post di Francesco Perticari, dal blog Entradentro, e te ne riporto di seguito un estratto.

Appena ho letto il post, mi sono detto: Cavolo! Vorrei averlo scritto io!

Infatti condivido pienamente quello che Francesco espone e cioè che questo millantare e manipolare facendo credere chissà cosa agli altri, nasconda ben altro e soprattutto può essere pericoloso, per i poveri e soliti polli da spennare…

Questi guretti, che hanno sempre successo, che sanno tutto loro, senza debolezze, possibile che non abbiano mai difficoltà? Cosa sono, dei marziani? Oppure forse, semplicemente millantano ed esagerano?

Lascio a te la lettura e le opportune considerazioni.

Dal momento che non vi devo vendere niente, per ora, non ho la necessità di apparire perfetto come fanno su internet i guretti della PNL.

Se provate ad esplorare su facebook lo stato di qualcuno di loro troverete sempre tracce evidenti della leadership manipolativa a cui costantemente fanno ricorso.

“Concluso l’ultimo corso: 700 partecipanti tutti entusiasti… “ (leva del successo) sottointendendo di prenotare per il prossimo altrimenti rimarrai per sempre fuori dal tunnel dell’entusiasmo.
“Oggi sono andato con mia moglie a far shopping a Londra e ho speso una cifra inenarrabile…” (leva dell’abbondanza) e tu non hai i soldi nemmeno per comprarti l’I-Pad cosa aspetti a venire da me per imparare come si fa a vivere delle tue passioni?
“ Per domani previsto sole, vento e onde: kite surf tutto il giorno a Capo verde” (leva della disponibilità di tempo libero) no, non dirmi che domani dovrai alzarti alle sei, portare i bambini a scuola e correre da un cliente che ti tiene per le palle solo perché paventa un ordine che riallineerebbe il tuo misero fatturato del mese a quello del 2003?
Invece sapete cosa vi dico, simpatici guretti dello pseudo-successo sempre impegnati a impacchettare fette di bravura e chili di successo nella affollata vucciria della formazione?

IO NON SONO PERFETTO!

Oggi io mi sento stanco, arrabbiato, deluso e in difficoltà perché le cose stanno prendendo il soppravvento sulla lucidità mentale. I risultati sembrano lontani e il sudore così appiccicoso che mi viene voglia di tuffarmi di testa nelle acque tempestose del lago della ribellione.

Oggi non sono giovane e rilassato come nella foto del mio profilo su facebook perché so anche di essere l’unico artefice di questo casino.

Ma sapete una cosa? IO CAMMINO DECISO SULLA STRADA DELLA LEADERSHIP.

Nel senso che mi consumo le scarpe su questa strada e non vi vengo a dire che sono già arrivato.
Vi dico solo che vi potete aggregare, se volete, come faceva la folla quando correva dietro a quel pazzo-illuminato di Forrest Gump.

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Un saluto
Salvatore

La verità non mi fa male!

29 giugno 2010

Sono nato nel 1970, e di conseguenza, sono figlio degli anni ’60, ci sono alcune canzoni che ricordo molto bene; segno che da bambino qualcuno mi “programmava” in tal senso…

Tra queste canzoni, ricordo molto bene “Nessuno mi può giudicare” cantata da Caterina Caselli nel 1966 e rimasta al primo posto in classifica per 9 settimane!

Il ritornello della canzone inizia proprio con:

La verita mi fa male, lo so…
La verità mi fa male, lo sai!

Ecco… io invece penso che la verità non faccia affatto male, e dobbiamo sforzarci, liberandoci da ogni timore e da ogni remora di dire sempre la verità perché questa fa molto meno male di qualsiasi bugia, anche se detta a fin di bene.

Pensiamo infatti, alla comunicazione, se vogliamo essere coerenti in tutto noi stessi, se vogliamo che chi abbiamo davanti percepisca la nostra coerenza di parole, gesti ed espressioni c’è un solo modo semplice per farlo, dire quello che si pensa, la verità, parlare di ciò in cui si crede fermamente.
È la via più semplice e quella che assicura il successo.

D’altra parte fare cose di cui non si è pienamente convinti alla lunga non solo non riesce ma accresce in noi il senso di insoddisfazione e di smarrimento.
Paradossalmente poi, per un eccesso di convenzioni sociali e per regole non scritte che tutti noi seguiamo, è diventato molto più naturale dire delle piccole bugie, magari per non ferire gli altri o per toglierci d’impiccio più facilmente, piuttosto che dire, come fanno i bambini, candidamente, la verità.
La propria verità, certo! Non siamo depositari della verità assoluta e di questo dobbiamo esserne coscienti, ma se diciamo la “nostra” verità, sicuramente trasmetteremo la nostra convinzione e la nostra coerenza più facilemente.

E allora… ricorda: La verità non fa male!

Pratica, pratica, pratica!

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Un saluto
Salvatore

Le 5 regole per formulare un obiettivo “ben formato”

14 maggio 2010

obiettivo

Ciao,
ti ho già parlato più volte riguardo al concetto dell’obiettivo ben formato.
E tra l’altro proprio in uno degli ultimi post sul cambiamento in ambito professionale ho parlato di “sintomi”, e di obiettivi ben formati, di pazienza e perseveranza.

Vediamo oggi, quali sono le regole per una “buona formazione dell’obiettivo”. Quando si fa coaching in PNL, infatti, è fondamentale tener presenti i seguenti punti:

1. L’obiettivo deve essere esplicitato in termini positivi.

2. L’obiettivo deve essere specifico, osservabile, e verificabile.

3. L’obiettivo deve essere sotto la propria responsabilità e coerente con i propri valori.

4. L’obiettivo deve essere ecologico.

5. Il raggiungimento di un obiettivo comporta delle rinunzie e dei sacrifici da compiere.

Affronteremo poi, nei prossimi post tutti i punti indicati.

Un saluto
Salvatore

Seminario: Apri le porte al cambiamento che desideri!

4 maggio 2010

Apri le porte al cambiamento che desideri!
…e sarai il “timoniere” del tuo sviluppo personale e professionale.

Un seminario esperienziale di orientamento con Francesco di Coste, e con il contributo di Salvatore Savarese.

A Firenze, sabato 19 Giugno 2010.

Esprimi e realizza un desiderio!
In un periodo di crisi, come quello attuale, diventa sempre più importante saper trasformare l’incertezza e le difficoltà in opportunità.
La chiave sta nell’avere una chiara visione del proprio scopo nella vita, di cosa si vuol fare e di dove si vuole arrivare.
Partecipa ad “Apri le porte al cambiamento che desideri!” e potrai dedicare un’intera giornata al tuo auto-sviluppo personale e professionale.

Apri le tue porte!
Per aprire le porte ci vogliono le chiavi giuste. Una chiara visione della tua vita ti permetterà di aprire tutte le porte.
Scopri quali sono i tuoi veri valori, metti a fuoco le risorse e i talenti di cui disponi, apri le tue porte e disporrai di tutte le chiavi che ti servono per realizzare i tuoi obiettivi personali e professionali.
Apri le tue porte al cambiamento grazie alle tecniche di coaching che apprenderai con noi, agli esercizi ludici e agli stimoli riflessivi da svolgere in modo interessante e creativo insieme agli altri partecipanti.

Cambia ora!
Cosa voglio fare della mia vita?
Quali sono i miei punti di forza?
Quali sono i miei valori fondamentali?
Di quali risorse ho bisogno?
Quali sono le mie aree di miglioramento?
Potrai rispondere a queste ed altre domande e muovere i primi passi verso il cambiamento che desideri realizzare nella tua vita.

Tu sei il timoniere!
Grazie alle metodologie di coaching che sperimenterai con noi condurrai la tua barca all’approdo desiderato!
Il coaching è un servizio di orientamento e di supporto all’auto-sviluppo della persona finalizzato al raggiungimento di traguardi personali e professionali.
Il coaching facilita l’apprendimento, stimola le persone a porsi “in ascolto” di se stesse, le aiuta ad accedere alle proprie potenzialità, e ad auto-responsabilizzarsi
verso i propri traguardi e motivazioni.

Cosa Quando
Il programma sarà svolto con i seguenti orari:
 Mattina 9.15 – 13.15
 Pomeriggio 14.30 – 18.30
Manda una email a corsi@pnlpractitioner.info per ricevere il programma dettagliato.

Dove
Istituto Suore Francescane
Via Capo di Mondo, 44 – 50136 FIRENZE
Una struttura confortevole immersa nel verde e molto tranquilla, a due passi dalla stazione Firenze S. Maria Novella.
Per coloro che vengono da fuori, è possibile pernottare il giorno prima presso la struttura che ci ospita a prezzi molto economici!!

Condizioni
Numero massimo di 20 partecipanti.

Quota di partecipazione: 150 euro, tasse incluse (120 euro per gli iscritti entro il 19 Maggio 2010).

Quota comprensiva dei materiali didattici del corso.

Per perfezionare l’iscrizione provvedi a:

 pagamento dell’importo tramite bonifico su IBAN: IT73F0306905118615290053917
intestato a Francesco di Coste
causale: Iscrizione seminario “Apri le porte al cambiamento che desideri”

 inviare una mail a corsi@pnlpractitioner.info con i seguenti dati:
Nome e Cognome
Professione
Città di residenza
Anno di nascita
Email
Recapito telefonico
Ragione sociale e P.IVA (per eventuale richiesta fattura)

I Coach Formatori

Francesco di Coste
Executive Coach e Consulente di Carriera, ha un’esperienza consolidata in Menarini, Gruppo Intesa e Pfizer, dove ha coordinato il lancio della Mission e dei valori organizzativi. Ha condotto 700 giornate di Team Coaching in Italia e in Francia, coinvolgendo più di 4000 manager di molte aziende sullo Sviluppo personale e professionale. E’ Professional Coach certificato da ICF, già componente del direttivo nazionale della Federazione Italiana Coach. Si occupa di coaching finalizzato allo sviluppo e al benessere professionale delle Persone in azienda.

Salvatore Savarese
PNL Practitioner certificato da NLP Italy, laureato in Scienze dell’Informazione, quadro direttivo presso un grande gruppo bancario internazionale, vive oggi a Lucca. Ha sviluppato negli anni, con passione e costanza, una notevole esperienza in Programmazione Neuro Linguistica e scritto numerosi articoli e report di approfondimento sulla materia. Ideatore del blog pnlpractitioner.info svolge attività di coaching on line.

Una vita divertente!

19 aprile 2010

Ciao,
ancora una volta attingo a piene mani, dalle parole di Richard Bandler.

Che cos’è veramente il divertimento?

E perché siamo sempre alla ricerca spasmodica di qualcosa, qualcuno che ci faccia divertire?

Dalle parole di Bandler, possiamo capire che… TUTTO o niente può farci divertire. Dipende solo da noi, dal nostro atteggiamento e dalla nostra volontà.

A modo suo, con grande ironia e simpatia, Bandler sostiene che facciamo le cose più assurde perché ci divertono e se abbiamo il coraggio di buttarci giù da un aereo, di rimanere appesi ad una roccia, di lanciarci nel vuoto con la caviglia legata ad un elastico, allora possiamo divertirci con qualsiasi cosa!
Siamo noi, è il nostro cervello che ci permette di divertirci, e quindi possiamo divertirci sul lavoro, a scuola, nello studio, con la moglie, il marito, la fidanzata, con i figli, con i genitori. E’ semplicemente questione di volontà!

Buona Lettura!

In un certo senso siamo tutti affetti da schizofrenia, quando crediamo che non ci possa
assolutamente piacere qualcosa.

A molti di noi non piace quello che facciamo per vivere. Tuttavia, lo facciamo ogni giorno. Sani di mente?

Invece, ci divertiamo a fare cose idiote. La gente si diverte a saltare giù da un aeroplano. Pensateci. Al sabato hanno un giorno libero. Cosa fanno? Salgono su un aereo e poi si buttano fuori. Pensano: “Vado fuori a far baldoria o mi butto giù da un aeroplano?
Hummm, buttiamoci giù da un aeroplano!”.

Altre persone si lasciano trascinare dietro una barca attaccati a una fune, stando in piedi su un paio di bastoni… per divertimento! Una volta, si chiamava “pena del giro di chiglia”. Era una forma di punizione.

Alcuni si sentono elettrizzati dal collezionare francobolli. Elettrizzati fino al midollo! Hanno bisogno di una lente d’ingrandimento per guardarli. Quando ne trovano uno diverso dall’altro, quasi svengono dall ‘emozione!

Ora, pensateci. Se ci si riesce a divertire facendo queste cose, ci si può divertire a fare
qualunque cosa. Dipende dal vostro cervello!

Qualcuno si sente motivato ad andare a buttarsi giù da un aeroplano? E non riesce a sentirsi motivato a far soldi?? Io mi dedico molto a fare formazione per i venditori. L’idea di un cliente che entra nel loro negozio per comprare una macchina e dà loro migliaia di dollari, non li emoziona per niente. Perché? Perché stanno sognando a occhi aperti di buttarsi giù da un aeroplano!

Dovreste rendervi conto che è il vostro cervello che associa alle cose il divertimento.

Pratica, pratica, pratica!

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Un saluto
Salvatore

La PNL e il T.O.T.E.

13 aprile 2010

Ciao,
se segui il mio blog, sai che Richard Bandler, nel teorizzare i principi base della Programmazione Neuro Linguistica ha sempre fatto riferimento a concetti semplici, che a volte possono sembrare ovvi, concetti però che spesso dimentichiamo e tralasciamo.

Tra questi, oggi, voglio evidenziartene due:

Se qualcosa non funziona, cambiala!

Il fallimento non esiste, esiste soltanto il feedback.

Questi, due concetti, queste due frasi, danno veramente il senso di come la PNL, abbia come obiettivo, quello di semplificarti la vita!
Quante, volte ti trovi impantanato in situazioni dalle quali non riesci ad uscire? Quante volte, continui a fare le solite cose, i soliti errori e non ti accorgi che ti basterebbe semplicemente cambiare approccio?

Insomma la vita può essere molto più semplice e soprattutto molto più divertente di come la immaginiamo!

E, alla luce di questi due concetti voglio proporti un metodo, il metodo T.O.T.E..

Innanzitutto T.O.T.E. sta per Test -> Operazione -> Test -> Esci.

VIsta così la cosa, sembra un diagramma di flusso per computer e quindi una roba per matematici o informatici.
In realtà è una schematizzazione di come dovremmo operare tutti i giorni.

Infatti, dato uno stato desiderato che vogliamo raggiungere e partendo da uno stato attuale, si tratta semplicemente di verificare se le operazioni (azioni) che stiamo compiendo ci portano effettivamente verso lo stato desiderato.
Ovviamente se a seguito del test, la risposta è negativa, allora è bene cambiare approccio e quindi l’azione da compiere.

Il T.O.T.E. è un metodo, una procedura che, quando messa in atto, anche inconsciamente, ci accompagna in tutti i momenti della nostra vita.
Continuamente, non facciamo altro che verificare se lo stato attuale coincide con quello desiderato e mettiamo in atto delle azioni per arrivare allo stato desiderato.

Peccato che pur essendo una procedura semplicissima, spesso mettiamo in pista una serie di “seghe mentali” per cui non applichiamo questo schema, oppure lo applichiamo ma, ancora peggio, facciamo finta che vada tutto bene!

Hai presente quando cominci ad approcciare alle cose con frasi tipo: “E se poi sbaglio?” oppure “Eh no! Io se devo fare una cosa, la devo fare bene!”.
Il risultato di questo approccio è che rimani lì immobile a non fare assolutamente nulla e poi magari ti lamenti anche che stai male, che le cose non vanno per il verso giusto…

Inutile fermarsi ai dubbi, alle domande, datti una mossa e passa all’azione! Fai qualcosa e se andrà male puoi sempre cambiarla e via così!

Il T.O.T.E. alla fine non è nient’altro che la trasposizione in pratica dei due concetti su esposti: il feedback e l’azione.

Le ancore di Vasco Rossi

12 aprile 2010

Ciao,
oggi voglio parlarti delle ancore e di quanto siano importanti nella vita di tutti i giorni e soprattutto di come noi possiamo usarle a nostro vantaggio.

Le ancore in PNL o meglio l’ancoraggio consiste nell’associare un particolare gesto, tocco, o suono ad uno stato, in modo che lo stato ancorato possa essere riattivato dall’applicazione di quel gesto, tocco o suono. Anche un odore può essere utilizzato come punto di ancoraggio. Ad es. se si ricorda il profumo di una rosa, è possibile trovare il ricordo di una certa esperienza che le rose fanno venire in mente.

E a proposito di ancore e di odori/profumi ti propongo un estratto del testo dell’ultima canzone di Vasco Rossi:

Sto pensando a te
mentre cammino, mentre parlo, mentre rido, mentre respiro
sto pensando a te
mentre mi sveglio, quando corro tutto il giorno
sto pensando a te
mentre mi spoglio di ogni orgoglio mentre guardo il mio destino
sto pensando a te
quando ricordo mentre ancora sento il tuo profumo

Io non so se il mitico Vasco sia un esperto di PNL, sta di fatto che l’ultima frase, da me evidenziata, rende perfettamente l’idea!
Il ricordo di una persona, in questo caso è associato al suo profumo.

E questo processo è un qualcosa di assolutamente spontaneo, inconscio e naturale. Ognuno di noi tutti i giorni, in modo automatico fa questo tipo di operazione, tanto è vero che spesso, a distanza di tempo, siamo sorpresi che il nostro cervello richiami suoni, immagini, sensazioni sulla base di un’ancora, di un profumo o di un immagine o di un suono.

Ad esempio, io associo l’odore particolare della cottura del riso, alle piacevoli immagini dell’ultimo viaggio fatto in Nepal.

Quindi, questo processo che è del tutto naturale, possiamo replicarlo a nostro vantaggio e creare nella nostra mente una sorta di “collezione” di stati. Ad esempio posso decidere di associare allo schiocco delle dita uno stato di rilassamento, allo strizzamento del lobo dell’orecchio uno stato di euforia.

Come fare?
Supponiamo di voler richiamare uno stato di euforia.
Le possibilità sono due.

Cerco di ricordarmi una situazione in cui mi sono sentito molto euforico e riporto alla mente le immagini, i suoni, le sensazioni. Cerco di viverle pienamente e quando mi sento fortemente euforico (picco dello stato) associo a questo un ancora.

L’altra possibilità è associare sul momento un’ancora ad uno stato. Se sto vivendo realmente uno stato di grande euforia, posso, direttamente, associare un’ancora!

Questo procedimento di ancoraggio, va ripetuto più e più volte, in modo da rafforzare l’ancora stessa.

Puoi così “programmare” il tuo cervello e avere tanti stati-risorsa da usare a tuo piacimento e… sentirti così, meravigliosamente bene, senza un motivo apparente, semplicemente richiamando la tua ancora!

i pubblicitari questi meccanismi li conosco bene! Come spiegheresti, infatti, che si utilizzano continuamente immagini di belle donne, oppure di famiglie felici, case bellissime, paesaggi stupendi per pubblicizzare qualsiasi tipo di prodotto?

Ti ricordi la pubblicità del dopobarba Denim? C’era una donna che accarezzava l’uomo che si era appena dato il dopobarba e una frase che diceva: DENIM, PER L’UOMO CHE NON DEVE CHIEDERE… MAI!

La PNL e le posizioni percettive

8 aprile 2010

Ciao,
ti ho parlato più volte, di comunicazione, di rapport, di ricalco e guida.

A questo punto, voglio approfondire un argomento importante: le posizioni percettive.

Si tratta di un concetto semplice e lo introduco con un esempio:

Un giorno, per lavoro, mi sono recato da un cliente e, appena varcata la soglia del suo ufficio e subito dopo essermi presentato, mi ha letteralmente aggredito, con un tono di voce molto alto.

Il cliente, mi accusava del fatto che erano mesi che aveva dei problemi e pur avendo richiesto ripetutamente assistenza, non aveva mai ricevuto risposta.

In questa situazione, ho cercato in tutti i modi di calmarlo e di spiegargli che ero all’oscuro di tutto. Non solo, appena ero stato messo a conoscenza della cosa, mi ero subito attivato per incontrarlo e risolvere la questione.

Questo ping-pong di accusa e difesa è durato un bel po’, finché quando ho capito che la situazione stava degenerando, ho fatto un passo indietro, e mentre lui parlava, pur rimanendo presente a me stesso, ho cercato di “mettermi nei suoi panni” e vedere la situazione e il problema dal suo punto di vista.

Ho cercato insomma di provare, sentire le sue emozioni e capire le sue ragioni. E la cosa che più mi ha stupito, è che pian piano durante questo processo, la mia irritazione svaniva lasciando il posto ad una certa tranquillità.

Dopodiché, ho detto una semplice frase: “Lei ha ragione, la capisco, perché guardi, proprio l’altro giorno ho avuto un problema simile con il mio operatore telefonico e ho passato la giornata al telefono. Comunque, io sono qui per aiutarla e per risolvere il suo problema. E intanto le lasco il mio biglietto da visita. Così potrà contattarmi quando vuole”.

Questa frase è stata il mio lasciapassare!

Ho risolto il problema e sono andato via.

Dopo qualche giorno il cliente mi ha richiamato per ringraziarmi e per dirmi che tutto funzionava alla perfezione.

Da questo esempio, puoi capire che la chiave di volta è stata quando io “mi sono messo nei panni” del mio interlocutore.

Dietro questa operazione, c’è proprio il concetto delle posizioni percettive.

In PNL esistono tre posizioni percettive:

  1. te stesso: quando guardi la situazione associato a te stesso, ovvero osservi con i tuoi occhi;
  2. il tuo interlocutore: quando cerchi di vivere la situazione con i suoi occhi, calandoti in lui e guardandoti con i suoi stessi occhi.
  3. esterno: quando ti dissoci e guardi la situazione dall’esterno, vedendo te e lui discutere.

Quando ti trovi in una posizione percettiva dissociata (la seconda o la terza), è più facile valutare la situazione senza coinvolgimenti emozionali, e con uno stato d’animo più positivo.

Pratica, pratica, pratica!

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Un saluto,
Salvatore

Il problema della possibilità

7 aprile 2010

Ciao,
oggi voglio farti leggere un estratto dal libro “Time for a change” di Richard Bandler.

Il problema della possibilità.

Le persone pensano a quello che non possono fare.

Ho condotto dei seminari generativi.

Dicevo: “Qui non si intende realizzare un cambiamento a rimedio di qualcosa: se venite da
me, è perché volete delle cose positive.”

Alcune persone si presentano da me, ma non hanno neanche l’apertura mentale per concepire delle possibilità.

Vengono da me e dicono: “Voglio sbarazzarmi del mio dialogo interiore.”

Io rispondo: “Ucciditi, così non ce l’avrai più.”

Loro fanno: “Aspetta un attimo…”.

Bisogna che capiscano, che sognino quello che è possibile.

Non sanno nemmeno qual è il problema. Hanno prima pensato, erroneamente: “Conosco la soluzione! Se non fossi tormentato dal mio dialogo interiore, allora starei bene. Sarei illuminato.”

Invece, potrebbero rendersi conto del fatto che possiamo scegliere cosa far diventare un problema
e decidere quale procedimento usare.

Potrebbero parlare dentro loro stessi come Mozart. Avrebbero dentro di sé un’opera a motivarli. Allora, vorrebbero tenersi tutte le loro voci.

Avrebbero una magnifica risata, come Mozart. Il loro mondo risuonerebbe di musica e di forti emozioni, invece che di vocine cattive e piagnucolose.

Hai letto tutto?

Bene… ci sono due cose importanti da notare.

Richard Bandler, ogni volta che vuole comunicare, che vuole far passare un messaggio importante, cerca sempre di utilizzare immagini forti, divertenti. Infatti solo se susciti delle emozioni, solo facendo divertire le persone potrai “formarle” e solo se ottieni una risata sarai sicuro che chi ti ascolta ha veramente appreso. E nello specifico, la risposta di Bandler: “Ucciditi, così non ce l’avrai più.” è semplicemente geniale! :-)

L’altra cosa, invece più seriosa e sostanziale è che spesso ci infiliamo in vicoli ciechi, in problemi che non riusciamo a superare, solo perché abbiamo un atteggiamento sbagliato nei confronti della vita, pensiamo sempre in negativo, pensiamo sempre e soltanto a quello che non possiamo fare.
E mai a quello che possiamo veramente e facilmente fare per noi stessi e gli altri!

E’ arrivato il momento di darci una possibilità, è arrivato il momento di cambiare!