Archivio

Puoi navigare tra gli articoli di questo archivio.

Settembre, il vero inizio d’anno!

26 agosto 2010

Eh si… è proprio così.
Quanto meno per noi italiani, europei il vero inizio anno, lavorativo, ma anche “personale” è sempre stato il primo Settembre.

E io per non smentire questa tradizione, oggi gioco d’anticipo e voglio comunicarti una bella e gradita novità per PNLPractitioner… il sito si rinnova!

…nella grafica e nei contenuti.

Aspetto un tuo commento.

Un saluto
Salvatore

Il Mc Donald’s e le convinzioni potenzianti

8 luglio 2010

Ciao,
l’altro giorno ho portato mia figlia al McDonald’s…. si lo so… non è il massimo per una bambina di 6 anni e certamente non è salutare, ma una volta ogni tanto ci sta.
Poi, considerando quello che è successo, ne è valsa la pena!

Infatti, siamo entrati e mentre io mi dirigevo alla cassa, mia figlia si è fermata davanti ad un cartello che pubblicizzava tutte le meraviglie che il buon McDonald’s ha gentilmente pensato di regalare ai bambini che scelgono un Happy Meal. Questi geni del marketing sono incredibili, si inventano regali e sorprese bellissime e i bambini non hanno dubbi, tutti e dico proprio tutti vogliono un Happy Meal.
Dicevo… mia figlia si ferma e guarda intensamente il cartello, io la chiamo e niente… non risponde, finché dopo ben tre tentativi riemerge dal suo stato di massima concentrazione e mi dice, con tono seccato: “Arrivo! Stavo guardando cosa c’è nell’Happy Meal. C’è una cosa che voglio e alla quale sto pensando da un po’. Secondo me oggi me la regalano!”.

La cosa mi fa sorridere e comunque non rispondo, andiamo insieme alla cassa e, dopo aver ordinato per me, ovviamente chiedo un Happy Meal, senza far caso a cosa, il cassiere, inserisce come sorpresa.

Pago e ci dirigiamo ad uno dei tavolini, liberi. Stranamente il locale è quasi vuoto, scegliamo il nostro posto e consegno a mia figlia, il magico contenitore in cartone dell’Happy Meal, lei lo apre e mentre addento, con l’acquolina in bocca il mio agognato panino, un urlo sale, nell’irreale silenzio della sala, dal posto occupato da mia figlia: “Siiiiii! E’ proprio quello che volevo! Hai visto papà, ci ho pensato tanto, l’ho voluto ed è arrivato!”

Potere delle convinzioni potenzianti…

Pratica, pratica, pratica!

Lascia un commento e se ti interessa approfondire segui il blog abbonandoti gratuitamente o con facebook.

Un saluto
Salvatore

La crisi dei tulipani

7 luglio 2010

Ciao,
più volte ti ho parlato di crisi e di come, una situazione di crisi, possa diventare un momento di forte crescita e di importanti opportunità personali e professionali.

Oggi voglio raccontarti una storia, la storia di una delle più importanti e devastanti crisi finanziarie mondiali, forse “la madre di tutte le crisi”.
Peccato, che nonostante siano passati quasi 400 anni, non abbiamo ancora imparato la lezione!

Buona Lettura.

Il nome di Isaac Boxtel, floricoltore olandese del ‘600, ai più non dice molto. Eppure, questo signore fu al centro di una delle maggiori speculazioni della storia economica. Non si trattava certo di uno degli attuali finanzieri che giocano d’azzardo sui “pagherò” di mutui ad alto rischio, ma a suo modo anche lui “giocava”: giocava sui beni concreti, i tulipani. L’obiettivo di Boxtel era quello di dar vita e produrre un tulipano completamente nero; il suo intento era principalmente dettato dalla passione, ma anche il denaro rivestiva un ruolo importante in tutto l’affare. Infatti, la città di Harlem aveva promesso un premio di ben 100.000 fiorini, una cifra altissima per l’epoca, a chi avesse creato questo fiore impossibile. Il tulipano nero è ancora un miraggio, anche le varietà che vi si avvicinano di più, non sono propriamente di colore nero. Boxtel ricorse a tutti i metodi per riuscire nel suo intento, perfino all’omicidio. Sembra una storia inverosimile, e infatti Boxtel è il protagonista di un romanzo di Alessandro Dumas padre, appunto “Il tulipano nero”: una storia inventata dunque, ma l’ambiente è reale perché proprio nel XVII secolo l’Olanda fu al centro di una vera e propria “tulipmania” che portò alla creazione di moltissime varietà di questi fiori, facendone aumentare i prezzi in maniera eccessiva. Questa vera e propria bagarre diede vita alla prima crisi finanziaria dell’età moderna. Sul mercato dei fiori non avevano investito solamente i personaggi in stile Boxtel, ma anche le banche e le grandi famiglie, attratti dalla rendita di questo bene. I bulbi erano quotati ogni giorno alla appena nata borsa di Amsterdam, la Beurs.

Il crac dei tulipani olandesi ha una data ben precisa: il 5 febbraio 1637. In quel periodo, le province dei Paesi Bassi avevano il monopolio nelle loro colonie dell’Asia, in cui venivano scambiati a gran ritmo spezie e molti altri beni, oltre che in territorio americano, dove nel 1625 era stata fondata la città di Nieuw Amsterdam, la futura New York. In un ambiente così ricco di scambi commerciali, ottimistico fino all’incoscienza, vi erano continuamente occasioni di investimento, anche per i beni più bizzarri. Si colloca a questo punto la “tulipmania“, con i fiori che erano venuti via nave dalla Turchia e divenuti ben presto uno status symbol: tutti i ricchi olandesi tenevano un giardino molto curato e i vivaisti stimolavano questa mania, creando nuove varietà dei fiori (vi erano 1.000 diverse varietà di tulipani all’epoca).

Ben presto i prezzi dei tulipani cominciarono a gonfiarsi eccessivamente: il motivo iniziale fu lo squilibrio tra domanda e offerta, ma gran parte di questo caro-prezzi era provocato dalla specie più rara di tulipano, il Semper Augustus, detenuto da un unico proprietario, Adriaen Pauw, condirettore della Compagnia delle Indie. Questi gestiva le vendite del fiore: nel 1623 un suo bulbo costava 1.000 fiorini, l’anno dopo già 1.200, nel 1625 2.400 fiorini e, infine, nel 1637, alla vigilia della crisi, 6.000 fiorini. Queste cifre devono però essere contestualizzate all’epoca in cui venivano adottate: nell’Olanda del’600, con un fiorino si potevano comprare circa 20 chili di pane, l’equivalenza potrebbe dunque , portando la somma ad oggi, essere che un fiorino valeva circa 50 euro attuali. Dunque, 6.000 fiorini corrispondevano a 300.000 euro, prezzo con cui oggi si può comprare anche una villetta. Il rischio fu un dato costante della “tulipmania”, soprattutto negli ultimi anni, quando il mercato dei fiori sfuggì al controllo dei coltivatori, per finire nelle più avide mani degli speculatori (una costante questa di qualsiasi tipo di crac o bolla speculativa). Gli speculatori alimentarono la crisi con acquisti virtuali dei fiori e rialzando i prezzi ben oltre il rapporto tra domanda e offerta.

Come detto, si trattò di acquisti virtuali: virtuali perché i bulbi pronti a giugno devono essere interrati a novembre, ma sono poi venduti tutto l’anno, con un prezzo minimo fino all’inverno, quando essi non ci sono e l’acquirente compra “alla cieca”. All’epoca, con un acconto si potevano sottoscrivere a inizio anno delle promesse di acquisto al prezzo del momento, da perfezionare in seguito. Se tutto procedeva bene, si saldava il debito a ottobre e si rivendevano i bulbi al prezzo autunnale, molto più alto. Questi contratti erano gli antenati dei titoli di Borsa che oggi definiamo futures, una scommessa sulle quotazioni future; ma se il mercato non tira allora il tracollo è dietro l’angolo. Per anni e anni gli operatori avevano scommesso fortune virtuali su bulbi virtuali, incassando così plusvalori slegati dall’attività produttiva. Il boom dei tulipani aveva attirato moltissime altre persone, in un mercato dove i fiori contavano relativamente, contavano di più i soldi. Quel giorno del 1637 qualcuno ritenne irreali le quotazioni dei bulbi e cominciò a vendere. Le cessioni limarono i prezzi e provocarono altre vendite, seminando il panico. La bolla era scoppiata e in due giorni il valore dei tulipani si ridusse del 90%. Perché si cominciò a vendere resta un mistero, ma quel che resta fu il lastrico in cui caddero moltissimi olandesi, il quale diede il via a una depressione profonda per l’economia dello stato.

Voglio aggiungere una sola cosa, questa storia fa riflettere e porta, per quanto mi riguarda a due conclusioni importanti:

Non esiste successo duraturo che non comporti sacrifici (i guadagni facili non esistono).

Qualsiasi attività tu voglia intraprendere devi sempre tenere conto dell’Ecologia.

In PNL l’ecologia è è “il processo con il quale si prendono in considerazione gli effetti che un comportamento ha su se stessi e sugli altri, ripetuto nel tempo, in situazioni e ambienti diversi”.
Mi sembra evidente che chi ha fatto e tuttora fa speculazioni come quella appena descritta, forse, ha dimenticato questo piccolo particolare…

Pratica, pratica, pratica!

Lascia un commento e se ti interessa approfondire segui il blog abbonandoti gratuitamente o con facebook.

Un saluto
Salvatore

I guretti della PNL

5 luglio 2010

Ciao,
oggi voglio segnalarti un interessante post di Francesco Perticari, dal blog Entradentro, e te ne riporto di seguito un estratto.

Appena ho letto il post, mi sono detto: Cavolo! Vorrei averlo scritto io!

Infatti condivido pienamente quello che Francesco espone e cioè che questo millantare e manipolare facendo credere chissà cosa agli altri, nasconda ben altro e soprattutto può essere pericoloso, per i poveri e soliti polli da spennare…

Questi guretti, che hanno sempre successo, che sanno tutto loro, senza debolezze, possibile che non abbiano mai difficoltà? Cosa sono, dei marziani? Oppure forse, semplicemente millantano ed esagerano?

Lascio a te la lettura e le opportune considerazioni.

Dal momento che non vi devo vendere niente, per ora, non ho la necessità di apparire perfetto come fanno su internet i guretti della PNL.

Se provate ad esplorare su facebook lo stato di qualcuno di loro troverete sempre tracce evidenti della leadership manipolativa a cui costantemente fanno ricorso.

“Concluso l’ultimo corso: 700 partecipanti tutti entusiasti… “ (leva del successo) sottointendendo di prenotare per il prossimo altrimenti rimarrai per sempre fuori dal tunnel dell’entusiasmo.
“Oggi sono andato con mia moglie a far shopping a Londra e ho speso una cifra inenarrabile…” (leva dell’abbondanza) e tu non hai i soldi nemmeno per comprarti l’I-Pad cosa aspetti a venire da me per imparare come si fa a vivere delle tue passioni?
“ Per domani previsto sole, vento e onde: kite surf tutto il giorno a Capo verde” (leva della disponibilità di tempo libero) no, non dirmi che domani dovrai alzarti alle sei, portare i bambini a scuola e correre da un cliente che ti tiene per le palle solo perché paventa un ordine che riallineerebbe il tuo misero fatturato del mese a quello del 2003?
Invece sapete cosa vi dico, simpatici guretti dello pseudo-successo sempre impegnati a impacchettare fette di bravura e chili di successo nella affollata vucciria della formazione?

IO NON SONO PERFETTO!

Oggi io mi sento stanco, arrabbiato, deluso e in difficoltà perché le cose stanno prendendo il soppravvento sulla lucidità mentale. I risultati sembrano lontani e il sudore così appiccicoso che mi viene voglia di tuffarmi di testa nelle acque tempestose del lago della ribellione.

Oggi non sono giovane e rilassato come nella foto del mio profilo su facebook perché so anche di essere l’unico artefice di questo casino.

Ma sapete una cosa? IO CAMMINO DECISO SULLA STRADA DELLA LEADERSHIP.

Nel senso che mi consumo le scarpe su questa strada e non vi vengo a dire che sono già arrivato.
Vi dico solo che vi potete aggregare, se volete, come faceva la folla quando correva dietro a quel pazzo-illuminato di Forrest Gump.

Lascia un commento e se ti interessa approfondire segui il blog abbonandoti gratuitamente o con facebook.

Un saluto
Salvatore

Questione di punti di vista

28 giugno 2010

A volte la capacità di saper affrontare un problema, di saper capire le vere intenzioni del nostro interlocutore, di riuscire a leggere la realtà è soltanto una questione di punti di vista…

Mi è venuto in mente questo concetto, proprio l’altro giorno, quando ero intento a sistemare il giardino e a fare un po’ di pulizia di erbacce e piante, diciamo così “non gradite”.

Lavorare in giardino è sempre molto faticoso, e a volte può risultare noioso. Spesso però, diventa per me, un momento di relax, un momento durante il quale libero la mente e lascio spazio alla creatività e ai pensieri in libertà. O almeno ci provo!

Se ci pensi infatti, nel mondo moderno, fatto di iper connettività, di iper attività e di mille impegni quotidiani, ci perdiamo la possibilità e la capacità di essere creativi. Anche tutti questi smartphone, computer ecc che ti permettono di essere sempre connesso, rubano tempo ad una delle poche attività che ci distingue dagli altri animali, la capacità di pensare e di creare qualcosa di nuovo.

Bene… tornando al mio lavoro di giardiniere, notavo che il punto di vista nell’analisi della realtà influisce sulla realtà stessa.
Infatti, tutte le volte che pensavo di aver finito il mio lavoro di pulizia delle erbacce, mi tiravo su, mi spostavo e notavo con mio notevole disappunto, che c’erano ancora molte erbacce da tirar via!

Insomma riprendendo il concetto di PNL, per cui, la mappa non è il territorio, mi sono accorto che guardando il giardino da lontano avevo una percezione di un tappeto erboso uniforme e ben tenuto. Man mano che mi avvicinavo a punti diversi del giardino, notavo erbacce e punti di erba diradata avendo così la percezione di un giardino sicuramente da migliorare!

Allo stesso modo, se vogliamo capire meglio il mondo che ci circonda, se vogliamo entrare in sintonia con il nostro interlocutore dobbiamo assolutamente, cercare di cambiare spesso prospettiva e non fermarci mai alla prima impressione.
Quando siamo chiamati a risolvere un problema, dobbiamo prima di tutto capire cosa abbiamo davanti, è necessario cambiare spesso punto di vista, magari approcciare al problema in modi diversi e soprattutto fare uso di creatività!

Insomma… quando potete lasciate a casa telefono, computer e console varie, ve lo dice un “maniaco” della tecnologia! ;-)

Pratica, pratica, pratica!

Lascia un commento e se ti interessa approfondire segui il blog abbonandoti gratuitamente o con facebook.

Un saluto
Salvatore

Le 5 regole per formulare un obiettivo “ben formato”

14 maggio 2010

obiettivo

Ciao,
ti ho già parlato più volte riguardo al concetto dell’obiettivo ben formato.
E tra l’altro proprio in uno degli ultimi post sul cambiamento in ambito professionale ho parlato di “sintomi”, e di obiettivi ben formati, di pazienza e perseveranza.

Vediamo oggi, quali sono le regole per una “buona formazione dell’obiettivo”. Quando si fa coaching in PNL, infatti, è fondamentale tener presenti i seguenti punti:

1. L’obiettivo deve essere esplicitato in termini positivi.

2. L’obiettivo deve essere specifico, osservabile, e verificabile.

3. L’obiettivo deve essere sotto la propria responsabilità e coerente con i propri valori.

4. L’obiettivo deve essere ecologico.

5. Il raggiungimento di un obiettivo comporta delle rinunzie e dei sacrifici da compiere.

Affronteremo poi, nei prossimi post tutti i punti indicati.

Un saluto
Salvatore

Seminario: Apri le porte al cambiamento che desideri!

4 maggio 2010

Apri le porte al cambiamento che desideri!
…e sarai il “timoniere” del tuo sviluppo personale e professionale.

Un seminario esperienziale di orientamento con Francesco di Coste, e con il contributo di Salvatore Savarese.

A Firenze, sabato 19 Giugno 2010.

Esprimi e realizza un desiderio!
In un periodo di crisi, come quello attuale, diventa sempre più importante saper trasformare l’incertezza e le difficoltà in opportunità.
La chiave sta nell’avere una chiara visione del proprio scopo nella vita, di cosa si vuol fare e di dove si vuole arrivare.
Partecipa ad “Apri le porte al cambiamento che desideri!” e potrai dedicare un’intera giornata al tuo auto-sviluppo personale e professionale.

Apri le tue porte!
Per aprire le porte ci vogliono le chiavi giuste. Una chiara visione della tua vita ti permetterà di aprire tutte le porte.
Scopri quali sono i tuoi veri valori, metti a fuoco le risorse e i talenti di cui disponi, apri le tue porte e disporrai di tutte le chiavi che ti servono per realizzare i tuoi obiettivi personali e professionali.
Apri le tue porte al cambiamento grazie alle tecniche di coaching che apprenderai con noi, agli esercizi ludici e agli stimoli riflessivi da svolgere in modo interessante e creativo insieme agli altri partecipanti.

Cambia ora!
Cosa voglio fare della mia vita?
Quali sono i miei punti di forza?
Quali sono i miei valori fondamentali?
Di quali risorse ho bisogno?
Quali sono le mie aree di miglioramento?
Potrai rispondere a queste ed altre domande e muovere i primi passi verso il cambiamento che desideri realizzare nella tua vita.

Tu sei il timoniere!
Grazie alle metodologie di coaching che sperimenterai con noi condurrai la tua barca all’approdo desiderato!
Il coaching è un servizio di orientamento e di supporto all’auto-sviluppo della persona finalizzato al raggiungimento di traguardi personali e professionali.
Il coaching facilita l’apprendimento, stimola le persone a porsi “in ascolto” di se stesse, le aiuta ad accedere alle proprie potenzialità, e ad auto-responsabilizzarsi
verso i propri traguardi e motivazioni.

Cosa Quando
Il programma sarà svolto con i seguenti orari:
 Mattina 9.15 – 13.15
 Pomeriggio 14.30 – 18.30
Manda una email a corsi@pnlpractitioner.info per ricevere il programma dettagliato.

Dove
Istituto Suore Francescane
Via Capo di Mondo, 44 – 50136 FIRENZE
Una struttura confortevole immersa nel verde e molto tranquilla, a due passi dalla stazione Firenze S. Maria Novella.
Per coloro che vengono da fuori, è possibile pernottare il giorno prima presso la struttura che ci ospita a prezzi molto economici!!

Condizioni
Numero massimo di 20 partecipanti.

Quota di partecipazione: 150 euro, tasse incluse (120 euro per gli iscritti entro il 19 Maggio 2010).

Quota comprensiva dei materiali didattici del corso.

Per perfezionare l’iscrizione provvedi a:

 pagamento dell’importo tramite bonifico su IBAN: IT73F0306905118615290053917
intestato a Francesco di Coste
causale: Iscrizione seminario “Apri le porte al cambiamento che desideri”

 inviare una mail a corsi@pnlpractitioner.info con i seguenti dati:
Nome e Cognome
Professione
Città di residenza
Anno di nascita
Email
Recapito telefonico
Ragione sociale e P.IVA (per eventuale richiesta fattura)

I Coach Formatori

Francesco di Coste
Executive Coach e Consulente di Carriera, ha un’esperienza consolidata in Menarini, Gruppo Intesa e Pfizer, dove ha coordinato il lancio della Mission e dei valori organizzativi. Ha condotto 700 giornate di Team Coaching in Italia e in Francia, coinvolgendo più di 4000 manager di molte aziende sullo Sviluppo personale e professionale. E’ Professional Coach certificato da ICF, già componente del direttivo nazionale della Federazione Italiana Coach. Si occupa di coaching finalizzato allo sviluppo e al benessere professionale delle Persone in azienda.

Salvatore Savarese
PNL Practitioner certificato da NLP Italy, laureato in Scienze dell’Informazione, quadro direttivo presso un grande gruppo bancario internazionale, vive oggi a Lucca. Ha sviluppato negli anni, con passione e costanza, una notevole esperienza in Programmazione Neuro Linguistica e scritto numerosi articoli e report di approfondimento sulla materia. Ideatore del blog pnlpractitioner.info svolge attività di coaching on line.

Una vita divertente!

19 aprile 2010

Ciao,
ancora una volta attingo a piene mani, dalle parole di Richard Bandler.

Che cos’è veramente il divertimento?

E perché siamo sempre alla ricerca spasmodica di qualcosa, qualcuno che ci faccia divertire?

Dalle parole di Bandler, possiamo capire che… TUTTO o niente può farci divertire. Dipende solo da noi, dal nostro atteggiamento e dalla nostra volontà.

A modo suo, con grande ironia e simpatia, Bandler sostiene che facciamo le cose più assurde perché ci divertono e se abbiamo il coraggio di buttarci giù da un aereo, di rimanere appesi ad una roccia, di lanciarci nel vuoto con la caviglia legata ad un elastico, allora possiamo divertirci con qualsiasi cosa!
Siamo noi, è il nostro cervello che ci permette di divertirci, e quindi possiamo divertirci sul lavoro, a scuola, nello studio, con la moglie, il marito, la fidanzata, con i figli, con i genitori. E’ semplicemente questione di volontà!

Buona Lettura!

In un certo senso siamo tutti affetti da schizofrenia, quando crediamo che non ci possa
assolutamente piacere qualcosa.

A molti di noi non piace quello che facciamo per vivere. Tuttavia, lo facciamo ogni giorno. Sani di mente?

Invece, ci divertiamo a fare cose idiote. La gente si diverte a saltare giù da un aeroplano. Pensateci. Al sabato hanno un giorno libero. Cosa fanno? Salgono su un aereo e poi si buttano fuori. Pensano: “Vado fuori a far baldoria o mi butto giù da un aeroplano?
Hummm, buttiamoci giù da un aeroplano!”.

Altre persone si lasciano trascinare dietro una barca attaccati a una fune, stando in piedi su un paio di bastoni… per divertimento! Una volta, si chiamava “pena del giro di chiglia”. Era una forma di punizione.

Alcuni si sentono elettrizzati dal collezionare francobolli. Elettrizzati fino al midollo! Hanno bisogno di una lente d’ingrandimento per guardarli. Quando ne trovano uno diverso dall’altro, quasi svengono dall ‘emozione!

Ora, pensateci. Se ci si riesce a divertire facendo queste cose, ci si può divertire a fare
qualunque cosa. Dipende dal vostro cervello!

Qualcuno si sente motivato ad andare a buttarsi giù da un aeroplano? E non riesce a sentirsi motivato a far soldi?? Io mi dedico molto a fare formazione per i venditori. L’idea di un cliente che entra nel loro negozio per comprare una macchina e dà loro migliaia di dollari, non li emoziona per niente. Perché? Perché stanno sognando a occhi aperti di buttarsi giù da un aeroplano!

Dovreste rendervi conto che è il vostro cervello che associa alle cose il divertimento.

Pratica, pratica, pratica!

Lascia un commento e se ti interessa approfondire segui il blog abbonandoti gratuitamente o con facebook.

Un saluto
Salvatore

La PNL e il T.O.T.E.

13 aprile 2010

Ciao,
se segui il mio blog, sai che Richard Bandler, nel teorizzare i principi base della Programmazione Neuro Linguistica ha sempre fatto riferimento a concetti semplici, che a volte possono sembrare ovvi, concetti però che spesso dimentichiamo e tralasciamo.

Tra questi, oggi, voglio evidenziartene due:

Se qualcosa non funziona, cambiala!

Il fallimento non esiste, esiste soltanto il feedback.

Questi, due concetti, queste due frasi, danno veramente il senso di come la PNL, abbia come obiettivo, quello di semplificarti la vita!
Quante, volte ti trovi impantanato in situazioni dalle quali non riesci ad uscire? Quante volte, continui a fare le solite cose, i soliti errori e non ti accorgi che ti basterebbe semplicemente cambiare approccio?

Insomma la vita può essere molto più semplice e soprattutto molto più divertente di come la immaginiamo!

E, alla luce di questi due concetti voglio proporti un metodo, il metodo T.O.T.E..

Innanzitutto T.O.T.E. sta per Test -> Operazione -> Test -> Esci.

VIsta così la cosa, sembra un diagramma di flusso per computer e quindi una roba per matematici o informatici.
In realtà è una schematizzazione di come dovremmo operare tutti i giorni.

Infatti, dato uno stato desiderato che vogliamo raggiungere e partendo da uno stato attuale, si tratta semplicemente di verificare se le operazioni (azioni) che stiamo compiendo ci portano effettivamente verso lo stato desiderato.
Ovviamente se a seguito del test, la risposta è negativa, allora è bene cambiare approccio e quindi l’azione da compiere.

Il T.O.T.E. è un metodo, una procedura che, quando messa in atto, anche inconsciamente, ci accompagna in tutti i momenti della nostra vita.
Continuamente, non facciamo altro che verificare se lo stato attuale coincide con quello desiderato e mettiamo in atto delle azioni per arrivare allo stato desiderato.

Peccato che pur essendo una procedura semplicissima, spesso mettiamo in pista una serie di “seghe mentali” per cui non applichiamo questo schema, oppure lo applichiamo ma, ancora peggio, facciamo finta che vada tutto bene!

Hai presente quando cominci ad approcciare alle cose con frasi tipo: “E se poi sbaglio?” oppure “Eh no! Io se devo fare una cosa, la devo fare bene!”.
Il risultato di questo approccio è che rimani lì immobile a non fare assolutamente nulla e poi magari ti lamenti anche che stai male, che le cose non vanno per il verso giusto…

Inutile fermarsi ai dubbi, alle domande, datti una mossa e passa all’azione! Fai qualcosa e se andrà male puoi sempre cambiarla e via così!

Il T.O.T.E. alla fine non è nient’altro che la trasposizione in pratica dei due concetti su esposti: il feedback e l’azione.

Le ancore di Vasco Rossi

12 aprile 2010

Ciao,
oggi voglio parlarti delle ancore e di quanto siano importanti nella vita di tutti i giorni e soprattutto di come noi possiamo usarle a nostro vantaggio.

Le ancore in PNL o meglio l’ancoraggio consiste nell’associare un particolare gesto, tocco, o suono ad uno stato, in modo che lo stato ancorato possa essere riattivato dall’applicazione di quel gesto, tocco o suono. Anche un odore può essere utilizzato come punto di ancoraggio. Ad es. se si ricorda il profumo di una rosa, è possibile trovare il ricordo di una certa esperienza che le rose fanno venire in mente.

E a proposito di ancore e di odori/profumi ti propongo un estratto del testo dell’ultima canzone di Vasco Rossi:

Sto pensando a te
mentre cammino, mentre parlo, mentre rido, mentre respiro
sto pensando a te
mentre mi sveglio, quando corro tutto il giorno
sto pensando a te
mentre mi spoglio di ogni orgoglio mentre guardo il mio destino
sto pensando a te
quando ricordo mentre ancora sento il tuo profumo

Io non so se il mitico Vasco sia un esperto di PNL, sta di fatto che l’ultima frase, da me evidenziata, rende perfettamente l’idea!
Il ricordo di una persona, in questo caso è associato al suo profumo.

E questo processo è un qualcosa di assolutamente spontaneo, inconscio e naturale. Ognuno di noi tutti i giorni, in modo automatico fa questo tipo di operazione, tanto è vero che spesso, a distanza di tempo, siamo sorpresi che il nostro cervello richiami suoni, immagini, sensazioni sulla base di un’ancora, di un profumo o di un immagine o di un suono.

Ad esempio, io associo l’odore particolare della cottura del riso, alle piacevoli immagini dell’ultimo viaggio fatto in Nepal.

Quindi, questo processo che è del tutto naturale, possiamo replicarlo a nostro vantaggio e creare nella nostra mente una sorta di “collezione” di stati. Ad esempio posso decidere di associare allo schiocco delle dita uno stato di rilassamento, allo strizzamento del lobo dell’orecchio uno stato di euforia.

Come fare?
Supponiamo di voler richiamare uno stato di euforia.
Le possibilità sono due.

Cerco di ricordarmi una situazione in cui mi sono sentito molto euforico e riporto alla mente le immagini, i suoni, le sensazioni. Cerco di viverle pienamente e quando mi sento fortemente euforico (picco dello stato) associo a questo un ancora.

L’altra possibilità è associare sul momento un’ancora ad uno stato. Se sto vivendo realmente uno stato di grande euforia, posso, direttamente, associare un’ancora!

Questo procedimento di ancoraggio, va ripetuto più e più volte, in modo da rafforzare l’ancora stessa.

Puoi così “programmare” il tuo cervello e avere tanti stati-risorsa da usare a tuo piacimento e… sentirti così, meravigliosamente bene, senza un motivo apparente, semplicemente richiamando la tua ancora!

i pubblicitari questi meccanismi li conosco bene! Come spiegheresti, infatti, che si utilizzano continuamente immagini di belle donne, oppure di famiglie felici, case bellissime, paesaggi stupendi per pubblicizzare qualsiasi tipo di prodotto?

Ti ricordi la pubblicità del dopobarba Denim? C’era una donna che accarezzava l’uomo che si era appena dato il dopobarba e una frase che diceva: DENIM, PER L’UOMO CHE NON DEVE CHIEDERE… MAI!