Archivio

Puoi navigare tra gli articoli di questo archivio.

Gli obiettivi di Michelangelo

12 luglio 2010

Il vero rischio non è porsi obiettivi troppo alti e non raggiungerli, ma porseli troppo bassi e raggiungerli.

Michelangelo Buonarroti

Le 5 regole per formulare un obiettivo “ben formato”

14 maggio 2010

obiettivo

Ciao,
ti ho già parlato più volte riguardo al concetto dell’obiettivo ben formato.
E tra l’altro proprio in uno degli ultimi post sul cambiamento in ambito professionale ho parlato di “sintomi”, e di obiettivi ben formati, di pazienza e perseveranza.

Vediamo oggi, quali sono le regole per una “buona formazione dell’obiettivo”. Quando si fa coaching in PNL, infatti, è fondamentale tener presenti i seguenti punti:

1. L’obiettivo deve essere esplicitato in termini positivi.

2. L’obiettivo deve essere specifico, osservabile, e verificabile.

3. L’obiettivo deve essere sotto la propria responsabilità e coerente con i propri valori.

4. L’obiettivo deve essere ecologico.

5. Il raggiungimento di un obiettivo comporta delle rinunzie e dei sacrifici da compiere.

Affronteremo poi, nei prossimi post tutti i punti indicati.

Un saluto
Salvatore

Prima di tutto l’Ecologia!

4 maggio 2010

La scorsa settimana ho partecipato ad un bellissimo ed interessante corso dal titolo: “Essere assertivi e capaci di influenzamento personale”.

Sono state due giornate di formazione intense dove ho potuto approfondire concetti importanti sulla comunicazione e l’empatia.
In più trattandosi di un corso per pochi, ho trovato interessante l’interazione tra noi studenti, i vari test, giochi, ecc.

Essere in numero limitato, a questo tipo di corsi, è sempre un vantaggio; ti permette di conoscere, condividere e assorbire persone, vissuti ed esperienze nuove. Un valore aggiunto da non trascurare!

Altra peculiarità di questo corso è che si trattava di un titolo a catalogo della formazione dell’azienda per la quale lavoro. E fin qui tutto ok… purtroppo però, alla seconda giornata del corso, ho cominciato a notare una caratterizzazione un po’ troppo marcata e pretestuosa di alcuni concetti.

Ad esempio, abbiamo affrontato i temi dell’assertività e della capacità di sapersi motivare e ho notato, su questi temi, un atteggiamento ed una modalità espositiva un po’ manipolatori.

Insomma, perché indicare, a degli impiegati, l’assertività come la corretta modalità comunicativa, quando poi, in azienda, i tuoi capi, che fanno carriera, sono un perfetto esempio di aggressività?

E perché, caratterizzare la tendenza a reagire con ottimismo e iniziativa agli insuccessi come una cosa assolutamente positiva? In azienda magari ti fanno sgobbare per anni, dicendoti “Mi dispiace quest’anno non possiamo premiarti, se farai bene l’anno prossimo…”

Io penso che certi concetti, seppur fondamentali e positivi per lo Sviluppo Personale, non lo siano altrettanto se calati in un contesto aziendale strutturato e gerarchico.

In modo particolare, all’interno di una azienda è necessario conoscere strumenti come assertività, empatia, ecc proprio per saperli riconoscere ed evitare di essere manipolati! E in certi casi l’assertività non funziona e conviene spostarsi sull’asse magari per essere più aggressivi o più passivi.
Ad esempio nel rapporto con i collaboratori o con il proprio capo oppure nel rapporto con altre funzioni aziendali può capitare di dover continuamente cambiare registro. L’assertività non è la panacea per tutti i mali e il sapersi motivare seppure aiuta il proprio sviluppo personale, potrebbe tornare a solo vantaggio della tua azienda.

E quindi, prima di tutto l’ecologia! Perché qualsiasi obiettivo ci poniamo, come singoli e/o come aziende, dobbiamo stare attenti a non danneggiare nessuno!

Il dubbio nasce spontaneo: che le aziende abbiano come obiettivo quello di creare un clima di assenza di conflittualità per poter meglio raggiungere i propri obiettivi, a discapito dei molti dipendenti e a beneficio di pochi?

Pratica, pratica, pratica!

Lascia un commento e se ti interessa approfondire segui il blog abbonandoti gratuitamente o con facebook.

Un saluto
Salvatore

La saggezza di Leonardo Da Vinci

5 febbraio 2010

Conosciamo Leonardo Da Vinci, per il suo ingegno e la sua incredibile genialità e capacità di intuizione nel campo della scienza e della tecnica.
Oggi, voglio presentarti, invece, un Leonardo saggio e fine dicitore.

Chi non può quel che vuol, quel che può voglia;

che quel che non si può, folle è volere:

adunque saggio è l’uomo da tenere,

che da quel che non può, suo voler toglia.

Leonardo Da Vinci

Il caos e l’intelligenza relazionale

20 gennaio 2010

Ti riporto una frase di Peter Drucker:

“Le uniche cose che in un’azienda sono in grado di svilupparsi da sole sono: il caos, i conflitti interpersonali e le scarse prestazioni lavorative”

Questa frase oltre a farmi sorridere, mi ha colpito perché spiega, molto chiaramente, quanto sia importante impegnarsi nello sviluppo delle Risorse Umane e nell’insegnamento dell’Intelligenza Relazionale proprio per arginare quei fattori che portano al caos un’intera organizzazione aziendale.

Un’azienda che si rispetti, dovrebbe tener conto di questi aspetti e evitare l’effetto “nocivo” di una gestione delle Risorse Umane basata solo su svalutazione e inganno.

Infatti, come già affrontato in un precedente post, è necessario che i manager abbiano un comportamento energetico e sappiano infondere nei collaboratori stima e rispetto valorizzando e dando giusti consigli.

Sembrerà incredibile, ma da studi effettuati negli anni 80, risulta che anche il caos ha le sue leggi matematiche che lo descrivono e in più grazie al lavoro del grande Benoit Mandelbrot, sembra che alcune di queste formule, descrivano perfettamente anche cose che esistono in natura.

Si, perchè nella vita della natura pochi sono i fenomeni lineari, mentre quelli caotici dominano. Caotiche sono le nuvole, i fiocchi di neve e le cascate, sono caotici i liquidi nella loro dinamica, dunque è caotico il movimento del cuore, che è la pompa di un liquido, il sangue!

In pratica Mandelbrot, partendo da ricerche sulla teoria del Caos, arrivò a scoprire la formula matematica dei frattali, figure geometriche di una bellezza pari ad un’opera d’arte, e con sua grande sorpresa, si rese conto che le formule che descrivono il Caos, potevano rappresentare figure geometriche che si ripetono all’infinito.
Infatti nel famoso insieme di Mandelbrot, che vedi in figura all’inizio del post, è possibile zoomare, delle parti e verificare che queste parti si ripetono all’infinito.

La formula di Mandelbrot, quindi è in grado di descrivere strutture tipo i cristalli dei fiocchi di neve, le venature di una foglia!

Con questa divagazione, voglio semplicemente dirti, che il caos è qualcosa di naturale, che fa parte della vita stessa e quindi, proprio perché è qualcosa di naturale, possiamo, all’interno di un’azienda, contrastare questa naturale tendenza verso il caos, con lo stesso rigore, la stessa perseveranza e determinazione di uno scienziato.

Questa azione, qualora non sia gestibile all’interno dell’organizzazione aziendale, vuoi per mancanza di preparazione, vuoi per mancanza di risorse, può essere demandata ad un professionista che, instaurando una relazione di Coaching, con i singoli manager e/o con gruppi o team, può agevolare la consapevolezza e la crescita delle persone.

In queste relazioni di Coaching, il Coach e il Coachee possono insieme analizzare la situazione, e stabilire gli obiettivi.

Sarà poi il Coach a mettere in campo le giuste risorse e guidare le persone verso l’obiettivo di migliorare i rapporti interpersonali e di agevolare la crescita dei singoli, permettendo così un aumento delle prestazioni lavorative.

E uno degli strumenti che il Coach può utilizzare per migliorare la comunicazione all’interno dell’azienda, è proprio l’Intelligenza Relazionale, andando a “misurare” le caratteristiche dei singoli e permettere lo sviluppo e l’apprendimento di tecniche adatte.

Lascia un commento e se ti interessa approfondire segui il blog abbonandoti gratuitamente o con facebook.

Risultati eccellenti!

10 gennaio 2010

Tutti noi possiamo essere delle persone eccellenti!
Si… forse la cosa ti farà sorridere, ma io sono convinto che la strada maestra dello Sviluppo Personale stia proprio nel (per)seguire l’Eccellenza.

In un precedente post, ti ho parlato di come fare a riconoscere l’Eccellenza nelle persone che ci circondano.

Adesso invece cominciamo il nostro viaggio su come essere noi, in prima persona eccellenti.

Abbiamo visto che “una persona eccellente ottiene regolarmente i risultati che si è prefissata”.

Se poni attenzione alla definizione puoi capire due cose:

L’Eccellenza si riferisce solo a se stessi e agli obiettivi che ci siamo prefissati, non significa essere migliori di altri.

L’Eccellenza è un abitudine, è ottenere regolarmente risultati.

Dunque, se vuoi veramente migliorare e iniziare il tuo percorso di Sviluppo Personale, devi tener conto del fatto che questo percorso non è una gara, non è un match con altre persone. Smettila dunque di fare a gara con gli altri o di continuare a confrontarti con gli altri e magari roderti di invidia… Piuttosto pensa a quello che veramente vuoi diventare/essere, pensa ai tuoi obiettivi e comincia a mettere in atto tutto ciò che ti serve per raggiungerli!

Cosa vuol dire mettere in atto tutto ciò che ti serve?
Vuol dire semplicemente dare il meglio di te stesso e per farlo avrai bisogno di attingere alle tue risorse e usarle al meglio.
Se hai letto i miei post precedenti, saprai che tutte le risorse che ti servono le troverai già dentro di te!
Semplicemente, basterà essere nello stato potenziante giusto, per poterle utilizzare al meglio e quindi dare il meglio di te stesso!
Ad esempio le risorse che ti serviranno per dare il meglio di te, potrebbero essere: volontà, costanza, motivazione continua, fiducia nel risultato, passione!

C’è da aggiungere che sullo stato influiscono anche le convinzioni, per cui, per essere in uno stato potenziante, è importante lavorare anche sulle proprie convinzioni, ad esempio non sarai mai bravo in matematica, se la tua convinzione è: “I miei genitori mi hanno sempre detto che non sono portato per i numeri”, e potrai diventare un bravo imprenditore se ripeterai a te stesso con forza una frase tipo “Io sono un imprenditore di successo”.

E ogniqualvolta avrai raggiunto un obiettivo intermedio, soffermati sul tuo successo, amplificalo, ricordalo e fai in modo che rimanga nella tua memoria. Questo alimenterà le tue convinzioni e ti permetterà di utilizzare al meglio le tue risorse facendoti scoprire capacità per te fino a quel momento ritenute impossibili!

Le tue capacità aumenteranno sempre più, quanto più saprai metterti in un stato potenziante sfruttando al meglio le tue risorse interne e alimentando convinzioni positive!

Certo, tutto quello che fin qui ti ho esposto, non è un gioco, o meglio forse lo è e per questo ci vuole molto allenamento, molta perseveranza e soprattutto tempo e voglia di sperimentare.
Non esistono soluzioni semplici e come per tutti gli aspetti della nostra vita guardati da che ti offre soluzioni semplici, guardati dal gatto e la volpe che vogliono solo i tuoi soldi!
Se ci pensi, se ti guardi intorno, puoi facilmente verificare che tutte le persone eccellenti nel loro campo, dalle cose più semplici alle più straordinarie hanno impiegato tempo e molta fatica per poter arrivare dove sono.
Pensa ad esempio ad Alex Zanardi, pensa a grandi campioni come Sergej Bubka, oppure più banalmente, pensa a quell’uomo che tutti i giorni, tutti i giorni è capace di parole e gesti di affetto nei confronti di sua moglie della sua famiglia, è in grado di donare un sorriso alle persone!

Perchè vedi l’Eccellenza, non è saper fare tanti gol o percorrere i 100m piani in 9″.7 ma piuttosto è, NEL PROPRIO CONTESTO, DARE TUTTO SE’ STESSO.

Quindi allenati, allenati, allenati. Fai pratica, pensa a quello che vuoi e fai di tutto per ottenerlo, vivi ogni giorno al massimo delle tue possibilità, migliora la tua condizione fisica, migliorerai anche la tua mente e migliorerai te stesso e la vita di chi ti sta intorno!

Allenarsi vuol dire, attingere continuamente al proprio stato potenziante per raggiungere il tuo obiettivo intermedio e continuare con costanza, procedendo al prossimo obiettivo. Ogni volta che avrai raggiunto un obiettivo intermedio avrai fatto crescere le tue capacità.

Utilizza questi successi intermedi e queste nuove capacità per accrescere la tua fiducia in te stesso e per perseverare nei tuoi obiettivi, perché come ti dicevo all’inizio, per continuare il percorso di Sviluppo Personale devi essere in grado di ottenere regolarmente i risultati.
Per farlo, basta avere il coraggio di mettersi sempre in discussione, di mettersi in gioco tutte le volte che vorrai raggiungere nuove mete!

Post lunghissimo…. ti faccio un breve riepilogo.

Eccellenza e sviluppo personale

1. Metti al centro te stesso.
2. Definisci il tuo obiettivo e dividilo in più obiettivi intermedi.
3. Mettiti in uno stato potenziante utilizzando le tue risorse interne e costruendo convinzioni potenzianti.
4. Raggiungi così il tuo obiettivo intermedio e acquisisci quindi nuove capacità.
5. Sii consapevole e gioisci delle tue nuove capacità.
6. Passa all’obiettivo intermedio successivo e ripeti i passi 3 e 4.
7. Il raggiungimento dell’obiettivo finale, ti permetterà di accrescere fiducia in te stesso e coraggio per poter ottenere regolarmente risultati!

Un saluto
Salvatore

L’importanza dell’oggi

24 dicembre 2009

l'importanza dell'oggi

Ciao,
mi capita a volte, soprattutto quando vivo situazioni di particolare stress, di focalizzarmi troppo sul futuro e sui miei obiettivi.

Incomincio ad agitarmi perché domani ho da fare quello, oppure perché tra due mesi ho un obiettivo da raggiungere, ecc e mi perdo tutto ciò che mi passa davanti finché non arrivo al fatidico giorno.

A volte, poi, può succedere che non riesco a dormire serenamente e così si innesca un perverso meccanismo di stanchezza fisica e mentale che può nei casi peggiori portarmi a fallire il mio obiettivo.

In pratica, mi concentro talmente sul futuro che, il pensiero stesso mi stanca, e mi porta a perdere la concentrazione e in più, ancor peggio, mi porta a non godere di tutto quello che mi accade intorno quotidianamente!

Se ti è mai capitata una situazione del genere, avrai notato che poi, associ a questa stanchezza, anche una serie di convinzioni limitanti del tipo: “Sono stanco, non ce la farò mai”.
E’ così che il quadro si completa e cominci a lamentarti che non ce la fai, che sei sfortunato, e attribuisci i tuoi insuccessi e le tue mancanze a situazioni non dipendenti dalla tua volontà o addirittura attribuisci ad altre persone la causa delle tue sventure.

La Programmazione Neuro Linguistica, può aiutarti molto nella gestione di queste situazioni, e se ricordi il concetto di stato, di stato potenziante saprai che la prima cosa da fare, in queste situazioni è cercare, nel tuo passato, altre situazioni simili, dove hai raggiunto con successo l’obiettivo.
Quindi:

  1. Ricostruisci nella tua mente, come ti sentivi, quando hai raggiunto con successo il tuo obiettivo; cosa hai fatto, cosa hai detto, qual’era la tua postura, ecc.
  2. Prendi le immagini che hai, i suoni, le sensazioni e incomincia a ingrandire l’immagine, rendila più nitida. più colorata, più calda, amplifica i suoni, rendili più piacevoli, armoniosi, le sensazioni positive falle scorrere in tutto il tuo corpo, respira profondamente e goditi appieno il momento piacevole.
  3. Prenditi cura del tuo dialogo interno, automotivandoti con frasi positive, perentorie e espresse al presente, ad esempio se vuoi diventare un imprenditore, una possibile frase può essere: “Sono un imprenditore di successo!”.
  4. Utilizza il giusto linguaggio nei confronti di te stesso e nei confronti degli altri. (ad esempio dai gioia e riceverai gioia…)

A questo punto, con uno stato positivo, puoi concentrarti sull’oggi, su quello che l’oggi ti porta in dono e cominciare a lavorare per il tuo obiettivo, libero dai condizionamenti temporali e dallo stress delle scadenze.

Raggiunto lo stato adatto, come dice Richard Bandler, sono fondamentali, per poter perseguire con costanza il tuo obiettivo, due sole cose, la motivazione e l’atteggiamento.

Per quanto riguarda la motivazione è importante che tu parta con l’avere ben chiaro in mente cosa per te è giusto o sbagliato, cosa vuoi veramente, perchè quando decidi veramente di voler fare qualcosa, quando la tua stessa morale ritiene che quella è la cosa giusta, allora succede che anima e corpo si “allineano” e così potrai perseguire i tuoi obiettivi con anima e cuore, con forza e determinazione, senza scoraggiarti di fronte alle difficoltà che inevitabilmente incontrerai.
Sarai tu stesso a renderti conto, magari, che quello che stai facendo non fa per te, e in questo caso ricorda che “il fallimento non esiste, esiste soltanto il feedback”.

L’atteggiamento giusto nell’approccio della vita è quello che Richard Bandler chiama “atteggiamento del New Jersey” che si sintetizza come segue:

“Se hai intenzione di fare una cosa, falla e basta! Altrimenti se non ne hai l’intenzione, fai come se non ci fosse e non pensarci nemmeno più.”

Forte, vero? Semplicemente significa, che puoi concentrarti sul presente, sull’oggi, passando all’azione immediatamente. Questo non vuol dire essere avventati o fare le cose senza pensarci. Significa semplicemente che vale la pena vivere la propria vita in tutta la sua pienezza, concentrandosi sul presente e su quello che desideriamo veramente liberandoci da rimpianti o pensieri per cose non fatte.

Quindi, oltre a ottenere in ogni momento, quando vuoi e come vuoi, uno stato potenziante, oltre ad avere la giusta motivazione, evita di rimandare a domani i tuoi proponimenti e datti da fare subito! Non dire come capita a molti: “Domani comincio la dieta”, ma comincia subito dicendo: “Oggi comincio la dieta!”.

Quindi ricorda l’importanza dell’oggi perchè vivere il presente non pregiudica affatto il raggiungimento dei tuoi obiettivi, piuttosto quello che fai oggi, ti servirà domani.

Dimmi cosa ne pensi.