
Ciao,
oggi, approfittando della bella giornata, ho portato mia figlia in bicicletta.
Siamo andati sulle mura di Lucca, e sulla passeggiata che circonda tutta la città, abbiamo allegramente pedalato per un paio d’ore.
La piccola ha da poco tolto le rotelle laterali e non ha ancora piena padronanza del mezzo, in più, essendo molto prudente, ha ancora timore a fare delle discese ripide. E, piccolo particolare, non sa modulare la frenata.
Ovviamente da buon papà, mentre pedalava le davo alcuni consigli o comandi del tipo: “Tieni il manubrio diritto!” “Guarda avanti!” “Pedala di più che mantieni meglio l’equilibrio!”.
Lei, per tutto il pomeriggio, pur non rispondendomi, si girava verso di me e sembrava darmi ascolto.
Siamo andati avanti così per un paio d’ore, poi ci siamo rifocillati in un bar a base di cioccolata calda e quindi siamo ripartiti per un ultimo giro delle mura.
Per inciso, se non sei mai stato a Lucca, ti consiglio di farci un salto è una città meravigliosa, anche d’inverno!
Nell’ultimo giro fatto insieme, più volte l’ho affiancata con la mia bicicletta e continuavo a dispensare consigli. Senza darmi risposta, si girava e ogni tanto sorrideva.
Io tra me e me pensavo: “Ma che brava! Mi ascolta e cerca di mettere in pratica quello che le dico.”
Ad un certo punto, al mio ennesimo “consiglio”, dopo che davanti ad una salita le ho detto “Aumenta la pedalata!”, lei rallenta, si gira e mi dice “Papi! Tu hai ragione, lo so che devo pedalare di più, e non importa che mi ripeti continuamente le cose tanto, io, da quando siamo partiti, osservo quello che fai tu e provo a fare lo stesso!“.
Puoi immaginare come sono rimasto… a bocca aperta!
Si perché a quel punto ho realizzato che non solo avevo sbagliato approccio, ma oltretutto, che mia figlia, che ha poco più di cinque anni, con grande naturalezza fa una cosa che noi adulti dimentichiamo e non riusciamo più a fare…. badare alla sostanza!!!
Infatti il suo obiettivo è imparare ad andare in bicicletta e…. cosa c’è di più semplice di osservare qualcun’altro che ci sa andare? Perché perdersi in teorie sulla fisica, spiegazioni e parole inutili e ridondanti quando basta osservare, e modellare quello che fa un altro e applicare il metodo osservato?
E siccome la Programmazione Neuro Linguistica propone proprio lo schema che mia figlia applica
mi viene da dirti che, molte volte, per rendersi la vita più semplice, per arrivare con più semplicità alla sostanza delle cose, sarebbe meglio fare proprio come i bambini!
Pensaci! Un bambino impara a parlare, a camminare, a disegnare, e a volte anche a scrivere senza mai aver messo piede in una scuola. E tu? Quando sei uscito dalla scuola superiore o dall’Università sapevi veramente fare il lavoro per il quale avevi studiato?
La risposta è no! Lo so perché l’ho vissuto sulla mia pelle…
Sia chiaro, con questo non voglio dirti che non serve andare a scuola, la scuola ha un ruolo fondamentale nella crescita culturale, nella capacità di confronto e aggregazione dei giovani, ma capita a volte che tutti noi perdiamo di vista il vero obiettivo dell’istruzione e si studi tanta teoria e tanti libri, concretizzando ben poco.
E allora, fino a quando la PNL non la insegneranno a scuola o all’Università, fai come i bambini, fai come la PNL ti suggerisce:
ascolta, guarda, modella e applica!
E a tal proposito ti riporto una frase di Pablo Picasso: «Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi.»
Un saluto
Salvatore