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I difetti degli amici, i meriti degli avversari

21 maggio 2010

Ciao,
oggi una nuova frase attingendo ancora, a piene mani, dalla letteratura.

Si tratta infatti di una frase di Goethe:

Ci sono persone che si soffermano sui difetti dei loro amici. Non serve! Io ho sempre rivolto la mia attenzione ai meriti dei miei avversari e ne ho tratto profitto.

Johann Wolfgang Goethe

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Un saluto
Salvatore

I Bambini e L’Arte di Modellare!

3 gennaio 2010

Ciao,
oggi, approfittando della bella giornata, ho portato mia figlia in bicicletta.

Siamo andati sulle mura di Lucca, e sulla passeggiata che circonda tutta la città, abbiamo allegramente pedalato per un paio d’ore.

La piccola ha da poco tolto le rotelle laterali e non ha ancora piena padronanza del mezzo, in più, essendo molto prudente, ha ancora timore a fare delle discese ripide. E, piccolo particolare, non sa modulare la frenata.

Ovviamente da buon papà, mentre pedalava le davo alcuni consigli o comandi del tipo: “Tieni il manubrio diritto!” “Guarda avanti!” “Pedala di più che mantieni meglio l’equilibrio!”.

Lei, per tutto il pomeriggio, pur non rispondendomi, si girava verso di me e sembrava darmi ascolto.

Siamo andati avanti così per un paio d’ore, poi ci siamo rifocillati in un bar a base di cioccolata calda e quindi siamo ripartiti per un ultimo giro delle mura.

Per inciso, se non sei mai stato a Lucca, ti consiglio di farci un salto è una città meravigliosa, anche d’inverno!

Nell’ultimo giro fatto insieme, più volte l’ho affiancata con la mia bicicletta e continuavo a dispensare consigli. Senza darmi risposta, si girava e ogni tanto sorrideva.

Io tra me e me pensavo: “Ma che brava! Mi ascolta e cerca di mettere in pratica quello che le dico.”

Ad un certo punto, al mio ennesimo “consiglio”, dopo che davanti ad una salita le ho detto “Aumenta la pedalata!”, lei rallenta, si gira e mi dice “Papi! Tu hai ragione, lo so che devo pedalare di più, e non importa che mi ripeti continuamente le cose tanto, io, da quando siamo partiti, osservo quello che fai tu e provo a fare lo stesso!“.

Puoi immaginare come sono rimasto… a bocca aperta!
Si perché a quel punto ho realizzato che non solo avevo sbagliato approccio, ma oltretutto, che mia figlia, che ha poco più di cinque anni, con grande naturalezza fa una cosa che noi adulti dimentichiamo e non riusciamo più a fare…. badare alla sostanza!!!

Infatti il suo obiettivo è imparare ad andare in bicicletta e…. cosa c’è di più semplice di osservare qualcun’altro che ci sa andare? Perché perdersi in teorie sulla fisica, spiegazioni e parole inutili e ridondanti quando basta osservare, e modellare quello che fa un altro e applicare il metodo osservato?

E siccome la Programmazione Neuro Linguistica propone proprio lo schema che mia figlia applica ;-) mi viene da dirti che, molte volte, per rendersi la vita più semplice, per arrivare con più semplicità alla sostanza delle cose, sarebbe meglio fare proprio come i bambini!

Pensaci! Un bambino impara a parlare, a camminare, a disegnare, e a volte anche a scrivere senza mai aver messo piede in una scuola. E tu? Quando sei uscito dalla scuola superiore o dall’Università sapevi veramente fare il lavoro per il quale avevi studiato?
La risposta è no! Lo so perché l’ho vissuto sulla mia pelle…

Sia chiaro, con questo non voglio dirti che non serve andare a scuola, la scuola ha un ruolo fondamentale nella crescita culturale, nella capacità di confronto e aggregazione dei giovani, ma capita a volte che tutti noi perdiamo di vista il vero obiettivo dell’istruzione e si studi tanta teoria e tanti libri, concretizzando ben poco.

E allora, fino a quando la PNL non la insegneranno a scuola o all’Università, fai come i bambini, fai come la PNL ti suggerisce:

ascolta, guarda, modella e applica!

E a tal proposito ti riporto una frase di Pablo Picasso: «Tutti i bambini sono degli artisti nati; il difficile sta nel fatto di restarlo da grandi.»

Un saluto
Salvatore

Come modellare l’eccellenza per raggiungere i propri obiettivi

28 novembre 2009

Ciao,
oggi vi voglio parlare di una tecnica fondamentale della PNL: il modellamento.
Tale tecnica, per poter essere attuata, presuppone un’analisi meticolosa e dettagliata del comportamento della persona che vogliamo “modellare”.

Vi faccio un esempio pratico: supponiamo che siate desiderosi di fare carriera all’interno della vostra azienda e avete individuato una personalità di spicco all’interno della vostra organizzazione, da tutti indicato come un esempio di leadership e carisma.
A questo punto, se volete seguire le sue “orme” dovete modellarlo, cominciate quindi ad osservarlo, cercate di capire come si relaziona con i suoi collaboratori, con i suoi superiori, analizzate la sua comunicazione verbale e non-verbale, analizzate forma e contenuto dei suoi discorsi, delle sue email, osservate la sua postura, la sua espressione, il suo timbro di voce.
Ad esempio, è una persona solare, positiva, racconta aneddoti, battute, barzellette per creare un clima positivo? Prendete nota!

Ovviamente, la Programmazione Neuro Linguistica codifica e definisce tutti i “canali” da osservare, e questo lo vedremo in altri post.

Comunque, per ora, raccogliete tutte le informazioni che potete e poi una volta che avete un quadro chiaro della situazione agite!

Qui comincia la fase attiva, il modellamento vero e proprio, la chiave per operare nel modo giusto è: “Come si comporterebbe lui in questa situazione?” “Come posso rendere mio, calare nella mia personalità il suo modus operandi?”. Rispondendo a queste domande, si metteranno in atto, quei comportamenti virtuosi e di eccellenza che abbiamo osservato e improvvisamente ci renderemo conto di quanto sia semplice poter raggiungere i propri obiettivi.

Certo ci vuole esercizio, ci vuole costanza, e poi vedrete come i vostri colleghi e i vostri superiori rimarranno piacevolmente stupiti della vostra trasformazione.

Esercitatevi, esercitatevi, esercitatevi e sappiate che questa tecnica potete applicarla in qualsiasi ambito della vostra vita e troverete miglioramenti impensati!
Ditemi cosa ne pensate con un commento.

La passione, che forza!

27 novembre 2009

amato
E’ sempre difficile iniziare qualcosa, ancora più difficile “aprire” un discorso, parlare ad una platea… E su questo, sappiamo quanto la PNL (Programmazione Neuro Linguistica) possa aiutarci, in fondo la comunicazione è una scienza e quindi si può imparare.

Comincio quindi con una storia singolare, emozionante e a mio parere eccezionale.

Ma veniamo al titolo di questo post, la passione intesa come forza, come motore che ci spinge ogni giorno ad essere perseveranti, a resistere di fronte agli insuccessi alle delusioni, che ci permette di perseguire, senza distrarci, i nostri obiettivi. E proprio a proposito di passione, vorrei parlarvi di un esempio illuminante, forse umile, poco conosciuto, e incredibilmente toccante di passione, una storia e un uomo esemplare: Anthony Amato.

Sapete anche che la PNL studia l’eccellenza, per modellarla e per “riprodurla”, bene… questo signore (e la sua storia) è un caso di eccellenza, per la forza e la passione con cui ha saputo inseguire un suo sogno.

Anthony Amato nasce a Minori (SA) nel 1922, arriva a New York con il padre, che aveva 6 anni, e da sempre e’ appassionato di musica. Infatti l’amore per la musica, lo deve al padre, macellaio che insegna ai suoi 7 figli a suonare uno strumento.
Anthony, nonostante le difficolta’ e una vita di stenti, lavora infatti come macellaio, panettiere e cameriere, riesce a conservare la sua passione per la musica, per il canto e, arrangiandosi tra mille lavori, appena puo’ corre a partecipare ai concorsi lirici.
E’ qui che conosce Sally, l’amore della sua vita, insieme condividono la grande passione per il teatro. La sua e’ una vera vocazione, al punto che dopo anni di “gavetta” riesce, insieme alla moglie Sally, ad aprire un teatro tutto suo: l’Amato Opera Theatre. Questo teatro diventa un punto di riferimento per la comunita’ italo-americana negli anni 50 e per tutti gli artisti giovani e sconosciuti.
Per oltre 50 anni, Amato, con passione, entusiasmo e voglia di fare scopre, lancia giovani talenti, e le sue capacita’ sono tali che molte delle sue “scoperte” diventano star del teatro americano.
Amato, non e’ solo in questa avventura, infatti la moglie si occupa in prima persona dei costumi, del trucco e da’ un ultimo tocco alle scenografie. E la cosa piu’ bella del teatro e’ l’atmosfera che si vive, la semplicita’ che si respira, il pubblico che alla fine si ferma a chiacchierare con Tony e Sally!
Questo signore, ha portato avanti la sua “missione per la lirica” per 60 stagioni, con passione, entusiasmo, con gioia e dedizione.
Quest’anno, nel 2009, l’Amato Opera Theatre chiude, Tony si concede un meritato riposo.
Questo signore e’ e rimarra’ un grande esempio di come dobbiamo vivere i nostri sogni e le nostre passioni, coltivandoli e rendendoli realta’.
Un esempio da modellare. :-)
Che forza la passione!!!