Archivio

Puoi navigare tra gli articoli di questo archivio.

Imparare e sviluppare l’Intelligenza Relazionale

29 gennaio 2010

Ciao,
concludo oggi il nostro percorso sull’Intelligenza Relazionale, parlando di come sia possibile imparare e sviluppare questa tecnica di comunicazione.

Partendo dall’osservazione che l’IR è la capacità di “saperci fare con le persone”, si potrebbe pensare che tale caratteristica sia innata.
In realtà non è così!
E`possibile imparare e sviluppare l’Intelligenza Relazionale e per questo ti viene in aiuto la Programmazione Neuro Linguistica, infatti nei post precedenti abbiamo stabilito che l’IR altro non è che la capacità di fare “ricalco e guida”.

Imparare e sviluppare l’IR, non è certo una cosa semplice, infatti richiede molta attenzione e spirito di osservazione.

Quando si è a contatto con un’altra persona, bisogna avere la capacità di discernere quali sono le sue modalità di comunicazione Visivo, Auditivo, Cinestesico. Osservare la sua postura, i movimenti, il tono della voce, la gestualità, il suo respiro, i movimenti facciali e sopratutto bisogna saper mettere in relazione tutte queste informazioni con lo stato d’animo della persona stessa.

Questa primissima fase di studio si chiama calibrazione, cioè allenarsi ad osservare il comportamento del proprio interlocutore e “classificare” i vari comportamenti in base allo stato d’animo.

Una volta appresa la capacità di calibrare, sarai ad un terzo del tuo programma di studio… Sarai in grado di raccogliere molte informazioni, dovrai poi con la pratica e l’esercizio saper fare la calibrazione in pochi istanti, pensa ad esempio ad un venditore che deve concludere una trattativa con una persona conosciuta da poco.

Ovviamente tutta questa mole di informazioni, non può essere fine a se stessa e se vuoi veramente sviluppare l’IR, passerai alla fase successiva che è il ricalco.
Il ricalco è semplicemente la capacità di modificare il proprio modo di esprimersi per incontrare il proprio interlocutore sul suo stesso terreno.

In pratica, se il tuo interlocutore utilizza termini legati al campo auditivo, dovrai anche tu usare predicati di tale tipo, in questo modo sarà più facile entrare in sintonia e creare rapport.
Più sarai in grado di ricalcare il comportamento del tuo interlocutore (verbale e nonverbale) tanto più rispecchierai la sua esperienza e gli invierai una serie di messaggi nei quali si potrà riconoscere.

Trasmetterai così al tuo interlocutore fiducia immediata, in quanto ti riconoscerà come suo simile.

Non è necessario ricalcare il comportamento in tutti i suoi aspetti, basta farlo per pochi aspetti (ad es. tono della voce e gestualità), l’importante che questo venga fatto nella fase iniziale di colloquio, infatti siccome si dice sempre che è la prima impressione quella che conta, se riesci a ricalcare il tuo interlocutore fin da subito, avrai alte probabilità di successo nella tua comunicazione.

Il ricalco si realizza nella pratica, lo dice la parola stessa, nel comportarsi esattamente come il proprio interlocutore! Se l’interlocutore ha una postura ricurva, adottare tale postura, se gesticola con il braccio sinistro, tu gesticola con il braccio sinistro, se accavalla le gambe fai lo stesso anche tu.

Potrebbe essere efficace, attendere che il tuo interlocutore abbia finito di parlare e prima di incominciare, assumere la sua postura, la sua espressione, gesticolare come lui e prendere la parola, magari utilizzando anche lo stesso tono e la stessa velocità.
In questo modo fai capire alla persona che hai davanti, che riconosci il suo stato, che lo comprendi, lo accetti e soprattutto lo apprezzi!

Altra cosa importante è quella di sincronizzarsi con il proprio interlocutore, ad esempio sui movimenti della testa, sul respiro, ecc.

Attenzione! Non smetterò mai di dirlo abbastanza, non devi snaturare te stesso e non devi scimmiottare le persone.

A questo punto, sei a due terzi del tuo percorso, hai inizialmente fatto la calibrazione, poi sei passato al rispecchiamento o ricalco a questo punto l’ultima fase è quella della guida.

In pratica, sei riuscito a “inquadrare” il tuo interlocutore, hai ispirato fiducia in lui, e quindi hai la sua attenzione e il suo consenso. A questo punto, puoi guidarlo!

Se hai effettuato bene il ricalco e il tuo interlocutore si sente in sintonia con te, e vedrai che sarà l’altra persona poi a seguirti nei gesti, nella postura o negli altri parametri. Se questo succede, avrai assunto il ruolo di guida.

In questo modo, potrai guidare l’altro nel tuo mondo e siccome c’è rapport e sintonia, sarà lui ad accettarti e a comprenderti. Con molta attenzione potrai modificare qualcosa nel tuo comportamento e verificare se l’altro ti segue, se così è vuol dire che il rapport stabilito è forte e potrai procedere. Altrimenti, dovrai rinforzarlo, magari andando a ricalcare anche altri aspetti.
Ricorda che il rapport più forte si ottiene se si è in grado di ricalcare il respiro e anche i valori di una persona; più si riesce a lavorare a livello inconscio e più il legame stabilito è forte.

Facci caso, i migliori oratori di tutti i tempi, per ottenere il consenso delle masse hanno sempre fatto leva sulle nostre emozioni, sui nostri valori e sulle nostre paure!
In più anche la pubblicità, che utilizza molto questi schemi, sempre più spesso, manda messaggi che rimandano all’erotismo e al sesso.

Torniamo a noi… Più avrai rapport, con il ricalco e più potrai guidare. Assicurati quindi ogni volta che comunichi con qualcuno che vuoi guidare, ad esempio per concludere una vendita, di “testare” il rapport, eventualmente rafforzarlo e riprendere a guidare.

Si conclude qui la parte relativa all’Intelligenza Relazionale. Vedremo nei prossimi post degli esempi su ricalco e guida.

Pratica, pratica, pratica!

Lascia un commento e se ti interessa approfondire segui il blog abbonandoti gratuitamente o con facebook.

Un saluto
Salvatore

La teoria della bicicletta

21 dicembre 2009

bicicletta

Oggi voglio parlarti del nemico numero uno della nostra vita.

La pigrizia.

Tutti noi abbiamo dei momenti in cui non abbiamo voglia di muovere un dito, ad esempio in questo periodo di freddo e gelo, sfido chiunque ad alzarsi di scatto dal letto e a fare le corse per uscire di casa, e anche tu avresti voglia di rimanere sotto il piumone al calduccio… :-)

Non è concepibile, viceversa, intraprendere un percorso, spendere dei soldi, e poi al massimo fare quattro esercizietti di poco conto e abbandonare tutto. Sto parlando dello sviluppo personale, sto parlando della PNL.
Tu sai quanto costano questi corsi, sai quante volte i docenti, durante i corsi, ti chiedono continuamente di fare pratica, di non lasciare la tua formazione confinata tra le quattro mura dell’aula!

Se hai fatto un corso di PNL avrai visto che, generalmente, ai corsi partecipano dai 150 ai 200 studenti. E, quelli che arrivano a casa e riprendono in mano le dispense, gli appunti e fanno gli esercizi proposti, si contano sulle dita di una mano.

E’ vero che la natura, cercando di ottimizzare le risorse, ha fatto in modo che con poco sforzo raggiungessimo i massimi risultati possibili, ma di certo, non si può dire che con una settimana di esercizi possiamo diventare degli esperti di PNL.
E d’altra parte, come tu ben sai, la teoria non basta, così come non basta avere tanti schemini, tavole ecc per avere la padronanza della materia.

Pensa infatti a quando hai imparato a guidare la macchina o la bicicletta, cosa facevi? Prestavi attenzione ad ogni cosa, guardavi il cambio, quando dovevi cambiare, guardavi le mani e come le posizionavi sullo sterzo.
E ora che hai imparato? Mentre guidi fai di tutto, mangi, parli al cellulare (anche se non si potrebbe… ;-) ), parli con chi hai a fianco.

Insomma, sarai diventato veramente esperto e padrone della materia soltanto quando azioni, gesti, parole ecc diventano “naturali”, cioè quando tutto ciò che ti serve, viene svolto dal tuo corpo e dalla tua mente a livello “inconscio”, quando in macchina cambiamo le marce e neanche ce ne accorgiamo. Ti è mai capitato in macchina di voler passare ad una marcia che hai già inserito?

Pensaci…. il tuo corpo è una macchina straordinaria, mentre stai leggendo queste righe, il tuo cervello controlla il cuore, i tuoi occhi, elabora quello che leggi, controlla il respiro e tutte queste cose vengono fatte a livello inconscio mentre la tua parte razionale cerca di capire cosa stai leggendo.

E se riesci a portare, facendo tanto esercizio, tanta pratica, la tua conoscenza a livello inconscio, solo in quel momento avrai fatto tue queste abilità e potrai usarle sempre e ovunque senza sforzo.

Ti faccio un esempio, poche settimane fa ho tentato di spiegare a mia figlia come andare in bicicletta senza le rotelle, le spiegavo cosa doveva fare, che doveva mantenere l’equilibrio ecc eppure la piccola non riusciva a percorrere neanche un metro.
Allora dopo molti pianti e altrettante cadute, l’ho messa sulla bicicletta, e tendendole la bicicletta mentre posizionava i piedi sui pedali, le ho dato una spinta urlando: “Pedala!!!”.
E finalmente ha percorso un breve tratto.
Incoraggiata dal risultato, ha continuato e in soli due giorni ha imparato!

Quindi, abbandona la tua pigrizia, fai pedalare la tua mente e… corri a fare gli esercizi! ;-)

Tratta te stesso come il prossimo tuo

17 dicembre 2009

ama-te-stesso

Si… hai letto bene non mi sono sbagliato!

Fin qui ti ho sempre detto che la PNL è una tecnologia, un atteggiamento, una metodologia per riuscire a comunicare con successo.
E probabilmente, molti “guru” internazionali, per poter vendere i loro corsi, i loro libri, hanno, in passato, puntato molto l’accento su questo aspetto.
Voglio dire… è più facile vendere un corso ad un’azienda, per aumentare la capacità di vendita dei commerciali, piuttosto che far capire a tutti che il primo passo da compiere, per star bene con gli altri, consiste nel prendersi cura di se stessi.

Quindi caro mio, non buttarti subito a capofitto, in esercizi, trucchi o espedienti da utilizzare al volo per entrare in “rapport” con gli altri, anche perché se il tuo inconscio ti “tradisce” gli altri se ne accorgono.
Allora, per sentirsi veramente bene, per essere in uno stato potenziante devi assolutamente occuparti di te stesso!
Tratta te stesso come se fossi un altro, ad esempio, perché permetti a quella vocina fastidiosa di ripeterti in continuazione che sei un fallito?
Perché continui a farti del male tutti i giorni, ripetendo gesti e situazioni che ti fanno star male? Perché permetti a te stesso di dipendere dagli altri, dalle cose e continui, quando sei in ansia, a fare acquisti inutili o ad abbuffarti di cose che ti fanno male?

Il primo passo per avere una vita sociale piena, per vivere una vita professionale soddisfacente, per relazionarsi al meglio con tutti consiste nell’applicare su se stessi le tecniche della Programmazione Neuro Linguistica.
Ricordati che le risorse a te necessarie sono proprio dentro di te, devi solo crederci e imparare a tirarle fuori quando ti servono.

Quindi come ti ho già detto in un altro post, esercitati a zittire la vocina che ti “strazia” e sostituiscila con una voce forte, determinata e potente che ti ripete “quanto sei bravo e in gamba”.
La mattina quando ti guardi allo specchio sorridi a te stesso, e ringrazia Dio di avere ancora a disposizione una bella giornata da dedicare al lavoro, a te stesso e alla famiglia.
E se ti sorprendi a “massacrarti”, poniti questa domanda:

“Ma io, sottoporrei qualcun’altro, qualcuno cui voglio bene a questo massacro? Tratterei male un’altra persona, tanto quanto tratto male me stesso?”

.
Sicuramente la risposta sarà: “No!”.

E allora impegnati, tutte le mattine a richiamare alla mente dei pensieri positivi, e a seconda di quello che devi fare, della situazione in cui sei, richiama alla mente, con immagini, suoni, sensazioni, delle situazioni analoghe in cui hai avuto successo, in cui ti sei sentito soddisfatto e felice.
E non solo, oltre a richiamare queste situazioni, analizza come ti sei comportato, cosa hai detto, ecc. e “replica” tali comportamenti, perché se hanno funzionato una volta, magari possono ancora funzionare.
In una parola sola, “modella” te stesso.

Ricordati che sei un essere umano e una delle cose che ci differenzia dagli altri esseri viventi è la capacità di scegliere. Scegli quindi di stare bene, di evitare di farti condizionare dagli altri, dagli eventi o dalle cose e lascia a te stesso il comando! Sii tu a decidere per te e per la tua vita.
Una sola cosa, ti prego, impara dagli animali: infatti essi vivono la loro vita, non pensano continuamente ai loro problemi, agiscono e imparano dai loro errori.

Quindi sfrutta la PNL e le sue tecniche, prima di tutto per star bene con te stesso e per te stesso.

Dimmi cosa ne pensi.

Sono responsabile della mia comunicazione!

9 dicembre 2009

comunicazione

Ciao,
hai capito cosa voglio dire?
No perchè… se tu non capisci, allora vuol dire che sbaglio qualcosa nella mia comunicazione… :-)

La Programmazione Neuro Linguistica sostiene che: “Il significato della nostra comunicazione è la risposta che otteniamo”.
In pratica, tu sei responsabile della tua comunicazione, di come questa arriva al tuo interlocutore e non solo questo… Se il tuo interlocutore non capisce, la colpa è tua!

Può sembrarti strano, ma questo approccio è molto positivo, ti permette di raccogliere molti feedback quando interagisci con gli altri e poi, dopo attenta analisi dei risultati, della tua comunicazione, puoi decidere cosa e come migliorarla.

Stai attento! Comunicare vuol dire utilizzare tutti i canali… Non solo la voce, ma anche la nostra comunicazione inconscia, la postura, lo sguardo, il tono della voce, ecc.
Hai presente, ad esempio, quegli ambienti di lavoro molto formali, dove ci si saluta e si chiede: come va? e tutti rispondono: bene!
Hai fatto caso che magari il tuo collega, ha lo sguardo sfuggente, le spalle ricurve e la voce un po’ “debole”?
Tu, dopo che ti ha risposto così e l’hai osservato, sei proprio convinto che stia bene?
Lo stesso vale per chi si occupa di formazione, non puoi trasmettere entusiasmo e voglia di apprendere, se non coinvolgi il tuo pubblico con entusiasmo!
Non puoi convincere il tuo acquirente, se per primo tu, non sei convinto del prodotto che vendi!

Oltre a questo, fai sempre molta attenzione al tuo stato, per comunicare al meglio devi essere in uno stato potenziante.
Uno stato potenziante è uno stato dove tu sei in grado di sfruttare al meglio tutte le tue risorse per raggiungere gli scopi che ti sei prefissato.

Ti faccio un altro esempio:
Supponiamo che devi motivare la tua squadra di calcio, prima di una partita importante, ma proprio prima della consueta chiacchierata negli spogliatoi, ti arriva una telefonata che ti altera, ti rende triste e nervoso. Che fai? Se tu, dopo quella telefonata, entri nello spogliatoio e parli con i tuoi ragazzi, sicuramente non riuscirai a motivarli, anzi è molto probabile, che trasmetterai loro, non con le parole, ma inconsciamente, uno stato di disagio, uno stato negativo…
Allora, la cosa migliore è prendersi qualche momento per sè, isolarsi un attimo, concentrarsi e richiamare alla propria mente, voci, suoni, immagini, situazioni che ti riportino in uno stato positivo, migliore, in una parola sola in uno stato potenziante.
Ti renderai subito conto, di come la tua comunicazione cambierà nettamente, e diventerà molto più efficace!

Ricordati sempre di questi piccoli dettagli, ricordati che se vuoi intorno a te un clima migliore, devi essere per primo tu ad instaurare dei rapporti positivi, devi essere tu per primo a riempire con positività il tuo spazio!
Sei tu responsabile di come gli altri ti percepiscono.
E quindi, prendi spunto da qusti esempi e metti in pratica e, se vuoi, fammi sapere cosa ne pensi con un commento.

La PNL per stare bene con tutti

29 novembre 2009

ricalco

Ciao,
dopo aver pubblicato il post sulla tecnica di Programmazione Neuro Linguistica, il modellamento, ho pensato ad un’altro aspetto eccezionale della PNL che può avere, diciamo così, risvolti sociali…

Ad esempio, poniamo il caso di aver, da poco, conosciuto una persona con la quale però abbiamo difficoltà a relazionarci. Vogliamo però assolutamente approfondire la sua conoscenza, cosa possiamo fare? Come possiamo approcciarla? Purtroppo, già in precedenti occasioni, sembravamo parlare lingue diverse!

C’è una tecnica in PNL che può venirci in aiuto: il ricalco.
Il ricalco, come il modellamento presuppone l’osservazione e lo studio della persona che vogliamo ricalcare. La differenza sta nel fatto che, nel ricalco, l’analisi deve partire prima di tutto dai canali rappresentazionali.

Vedremo più avanti cosa sono in dettaglio i canali rappresentazionali, per ora limitiamoci a qualche esempio.

Supponiamo che la persona che abbiamo davanti parli prevalentemente per immagini, con frasi tipo Vediamo come affrontare questo problema…”, “Non riesco ad immaginarmi una soluzione…” è chiaro che mentre parla cerca nella sua mente delle immagini, ha bisogno di avere davanti delle immagini, dei disegni, dei grafici… Parliamo per ore con tale persona, tenendo lunghi discorsi, ci dilunghiamo in dettagli, ma niente…dopo poco perdiamo la sua attenzione.
Finché un giorno, ad una riunione, portiamo, a supporto della nostra tesi, dei grafici, degli schemi e lei interrompe dicendo: “Già, ma è ovvio, è tutto chiaro… E’ proprio questa la soluzione che cercavo!”.

Ovviamente sto semplificando, vedremo poi, in altri post, il ricalco e i canali rappresentazionali.

Comunque, in generale, una volta capito il canale preferenziale di una persona, osserveremo il suo comportamento, la sua postura, ecc e sulla base degli elementi raccolti, proveremo, tutte le volte che saremo con questa persona, a rispecchiarla, cioè proveremo a modulare la nostra comunicazione sulla sua.
È importante, ovviamente, evitare risvolti comici di imitazione o scimmiottamenti che potrebbero invece irritare il nostro interlocutore.

Sappiate infatti che il migliore ricalco lo si ottiene lavorando più sugli elementi inconsci tipo la postura, lo sguardo, il respiro, tutti quegli elementi che non siamo in grado di controllare facilmente.
Le persone che ricalcheremo, infatti, senza neanche accorgersene riconosceranno in noi, un loro “simile”, qualcuno che si comporta come loro, che parla, sente, vive, come loro!

Questa tecnica è molto efficace, e se ripetuta nel tempo, migliorata e affinata ci permette di entrare in sintonia con chiunque. Pensate ad esempio, a chi lavora nelle vendite, che ha necessità di ispirare fiducia nel potenziale acquirente.

La tecnica, può sembrarvi fin troppo semplice, ma trova tante conferme nella vita di tutti i giorni. Avete mai fatto caso a come, nei gruppi adolescenziali, ci sia una totale uniformità dei comportamenti? È ricalco! Attuato in modo naturale e inconscio.
Oppure, avete mai osservato una coppia di anziani coniugi? La loro somiglianza è talmente forte che non si limita ai soli aspetti comportamentali, ma addirittura arriva alla somiglianza della fisionomia, del volto, del sorriso. L’amore è un potente motore del ricalco. Si ama talmente che si può arrivare a voler somigliare all’altro!
Cosa ne pensate?
Scrivetemi un commento.