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Accettare sé stessi!

30 giugno 2010

Ciao,
ti ho parlato più volte di crisi e di come attraverso le difficoltà sia possibile, trovare nuove opportunità e nuove strade di crescita sia personale che professionale.
Proprio quando ti capitano le cose più pesanti, le situazioni più difficili, è importante riuscire ad avere lucidità ed energie sufficienti a leggere in modo obiettivo la situazione che si prospetta per trarne beneficio e vantaggio.

Ovviamente questo presuppone grande fiducia in sé stessi e nei propri mezzi e allora? Come fare?

A monte di tutto questo è necessario saper accettare sé stessi! Riconoscere i propri difetti, rielaborarli e identificare i propri pregi, i propri talenti e le proprie qualità esaltandole.

Ti suggerisco quindi sette regole d’oro, utili per accrescere la tua autostima e la tua forza interiore:

1. Non essere severo e critico nei confronti di te stesso.
2. Sii gentile, garbato e paziente.
3. Lodati!
4. Sostieniti!
5. Considera amorevolmente le tue negatività.
6. Prenditi cura del tuo corpo.
7. Amati!

Pratica, pratica, pratica!

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Un saluto
Salvatore

Una preghiera per te

16 aprile 2010

Ciao da Francesco di Coste,
per concludere la settimana, ti propongo una bellissima preghiera, da ripetere ad occhi chiusi, nella quiete e nel silenzio della sera.
Ripetila ogni giorno, e sentirai il beneficio di queste parole.
Buona lettura!

Possa oggi esserci la pace.

Possa tu avere fiducia nelle tue possibilità

che tu sia esattamente dove avresti voluto essere.

Possa tu non dimenticare le infinite possibilità

che nascono dalla fede.

Possa tu usare questi doni che hai ricevuto e

trasmettere l’amore che ti è stato donato.

Sii contento di sapere di essere figlio di Dio ….

Sia questa presenza fissata nelle tue ossa, e

permetti alla tua anima di essere libera

di cantare, ballare, glorificare e amare.

Sia così per ognuno di voi.

Un saluto
FdC

Essere leader, essere diversi!

12 febbraio 2010

Ciao,
stavo pensando, ripercorrendo i miei incontri professionali e le mie relazioni sociali, a quelle persone che ho considerato e considero veramente dotate di leadership forte e di grande carisma.

In particolare, in ambito professionale, mi sono tornate in mente due persone, che ancora oggi, in alcune situazioni cito e richiamo pensando a come si sarebbero comportati loro al mio posto.

Pur sapendo che ci sono dei criteri, quasi oggettivi, con i quali possiamo tutti noi individuare le persone che sono veramente dei leader, ritengo che ognuno di noi, poi in realtà, aggiunga a tali criteri, le proprie sensazioni, le proprie aspettative e nel nostro giudizio, siamo anche influenzati dall’ambiente e dallo stato in cui siamo.

Insomma, quello che sto tentando di dirti è che troverai molti libri che ti parlano di leadership, di come riconoscerla ecc. peccato però che una relazione tra persone è fatta anche di sensazioni che ci toccano, ci coinvolgono e ci influenzano nel nostro giudizio. E’ inevitabile.

Alla luce di questo, le due persone che ho identificato, finora nel mio cammino, come dei veri leader, prima di tutto sono degli elementi di rottura nel loro ambiente, diversi da coloro che hanno attorno, hanno un forte carisma che li fa “spiccare” e li differenzia dagli altri in modo netto.

Ad esempio, in un ambiente professionale dove ognuno rifugge dalle proprie responsabilità e quindi non decide, queste due persone, non solo si prendono la responsabilità di decidere, ma oltretutto lo fanno in modo veloce e perentorio!

In un ambiente dove difficilmente ottieni gratificazioni e complimenti, loro sanno quando e come complimentarsi e quando e come criticarti.

Voglio spiegarti questa cosa con un fatto che mi è realmente accaduto; ho lavorato a stretto contatto, per molto tempo con uno dei due leader di cui ti parlo, e a quel tempo, mi sono trovato a risolvergli molte grane sia interne all’azienda sia nei confronti dei clienti.

Tutte le volte che comunicavo la soluzione di un problema, lui non esitava a ringraziarmi, farmi i complimenti e a mezzo email, comunicava anche ad altre funzioni aziendali la buona soluzione del problema, riportando il mio nome.

Nel tempo, poi, ho avuto riscontro del fatto che anche in mia assenza, era solito lodarmi e apprezzare il mio lavoro con altri colleghi.

C’è stata poi una situazione molto critica, per la quale non sono riuscito nell’immediato a risolvere il problema ed arrivarono in azienda le lamentele scritte ed ufficiali di un cliente.
In quel caso, fui attaccato dal leader, anche molto duramente, ma apprezzai la sua lealtà perché espresse quelle critiche in privato e poi, a me solo, al telefono.

Quindi oltre alle “canoniche” qualità che deve avere un leader, io ritengo importante che sia:

elemento di rottura e cambiamento

elemento distintivo rispetto alla maggioranza

capace di decisioni pronte

ruolo di guida con capacità di essere un “pigmalione” per i propri collaboratori

leale

Aggiungo, provocatoriamente, che non è poi così importante che un leader eserciti un potere “ecologico”.

Personalmente non mi interessa che un leader utilizzi la propria leadership per il proprio interesse personale, l’importante è che sia capace di sviluppare l’azienda dove opera e permetta ai propri collaboratori di crescere di pari passo.

Queste le mie considerazioni personali sull’essere leader poi se vuoi approfondire l’analisi di alcune figure carismatiche puoi leggere “Lettere dai Leader” di Henry O. Dormann.

E comunque prova anche tu a domandarti se hai mai incontrato qualche vero leader e quali erano le caratteristiche che più ti avevano colpito e se vuoi lascia un commento!

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Un saluto
Salvatore

Pillola di coaching per la fiducia

9 febbraio 2010

Ciao da Francesco di Coste,
oggi una nuova “pillola di coaching” sulla fiducia in se stessi!

Incontra i tuoi interlocutori con fiducia, come se fossero i “timonieri” dei loro affari, ma ricorda sempre a te stesso che Tu sei il Vero Timoniere della Tua Vita!

Un saluto
FdC

Non tutto si può cambiare

31 gennaio 2010

Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare,

che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare,

che io possa avere soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere.

Tommaso Moro

Il caos e l’intelligenza relazionale

20 gennaio 2010

Ti riporto una frase di Peter Drucker:

“Le uniche cose che in un’azienda sono in grado di svilupparsi da sole sono: il caos, i conflitti interpersonali e le scarse prestazioni lavorative”

Questa frase oltre a farmi sorridere, mi ha colpito perché spiega, molto chiaramente, quanto sia importante impegnarsi nello sviluppo delle Risorse Umane e nell’insegnamento dell’Intelligenza Relazionale proprio per arginare quei fattori che portano al caos un’intera organizzazione aziendale.

Un’azienda che si rispetti, dovrebbe tener conto di questi aspetti e evitare l’effetto “nocivo” di una gestione delle Risorse Umane basata solo su svalutazione e inganno.

Infatti, come già affrontato in un precedente post, è necessario che i manager abbiano un comportamento energetico e sappiano infondere nei collaboratori stima e rispetto valorizzando e dando giusti consigli.

Sembrerà incredibile, ma da studi effettuati negli anni 80, risulta che anche il caos ha le sue leggi matematiche che lo descrivono e in più grazie al lavoro del grande Benoit Mandelbrot, sembra che alcune di queste formule, descrivano perfettamente anche cose che esistono in natura.

Si, perchè nella vita della natura pochi sono i fenomeni lineari, mentre quelli caotici dominano. Caotiche sono le nuvole, i fiocchi di neve e le cascate, sono caotici i liquidi nella loro dinamica, dunque è caotico il movimento del cuore, che è la pompa di un liquido, il sangue!

In pratica Mandelbrot, partendo da ricerche sulla teoria del Caos, arrivò a scoprire la formula matematica dei frattali, figure geometriche di una bellezza pari ad un’opera d’arte, e con sua grande sorpresa, si rese conto che le formule che descrivono il Caos, potevano rappresentare figure geometriche che si ripetono all’infinito.
Infatti nel famoso insieme di Mandelbrot, che vedi in figura all’inizio del post, è possibile zoomare, delle parti e verificare che queste parti si ripetono all’infinito.

La formula di Mandelbrot, quindi è in grado di descrivere strutture tipo i cristalli dei fiocchi di neve, le venature di una foglia!

Con questa divagazione, voglio semplicemente dirti, che il caos è qualcosa di naturale, che fa parte della vita stessa e quindi, proprio perché è qualcosa di naturale, possiamo, all’interno di un’azienda, contrastare questa naturale tendenza verso il caos, con lo stesso rigore, la stessa perseveranza e determinazione di uno scienziato.

Questa azione, qualora non sia gestibile all’interno dell’organizzazione aziendale, vuoi per mancanza di preparazione, vuoi per mancanza di risorse, può essere demandata ad un professionista che, instaurando una relazione di Coaching, con i singoli manager e/o con gruppi o team, può agevolare la consapevolezza e la crescita delle persone.

In queste relazioni di Coaching, il Coach e il Coachee possono insieme analizzare la situazione, e stabilire gli obiettivi.

Sarà poi il Coach a mettere in campo le giuste risorse e guidare le persone verso l’obiettivo di migliorare i rapporti interpersonali e di agevolare la crescita dei singoli, permettendo così un aumento delle prestazioni lavorative.

E uno degli strumenti che il Coach può utilizzare per migliorare la comunicazione all’interno dell’azienda, è proprio l’Intelligenza Relazionale, andando a “misurare” le caratteristiche dei singoli e permettere lo sviluppo e l’apprendimento di tecniche adatte.

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Risultati eccellenti!

10 gennaio 2010

Tutti noi possiamo essere delle persone eccellenti!
Si… forse la cosa ti farà sorridere, ma io sono convinto che la strada maestra dello Sviluppo Personale stia proprio nel (per)seguire l’Eccellenza.

In un precedente post, ti ho parlato di come fare a riconoscere l’Eccellenza nelle persone che ci circondano.

Adesso invece cominciamo il nostro viaggio su come essere noi, in prima persona eccellenti.

Abbiamo visto che “una persona eccellente ottiene regolarmente i risultati che si è prefissata”.

Se poni attenzione alla definizione puoi capire due cose:

L’Eccellenza si riferisce solo a se stessi e agli obiettivi che ci siamo prefissati, non significa essere migliori di altri.

L’Eccellenza è un abitudine, è ottenere regolarmente risultati.

Dunque, se vuoi veramente migliorare e iniziare il tuo percorso di Sviluppo Personale, devi tener conto del fatto che questo percorso non è una gara, non è un match con altre persone. Smettila dunque di fare a gara con gli altri o di continuare a confrontarti con gli altri e magari roderti di invidia… Piuttosto pensa a quello che veramente vuoi diventare/essere, pensa ai tuoi obiettivi e comincia a mettere in atto tutto ciò che ti serve per raggiungerli!

Cosa vuol dire mettere in atto tutto ciò che ti serve?
Vuol dire semplicemente dare il meglio di te stesso e per farlo avrai bisogno di attingere alle tue risorse e usarle al meglio.
Se hai letto i miei post precedenti, saprai che tutte le risorse che ti servono le troverai già dentro di te!
Semplicemente, basterà essere nello stato potenziante giusto, per poterle utilizzare al meglio e quindi dare il meglio di te stesso!
Ad esempio le risorse che ti serviranno per dare il meglio di te, potrebbero essere: volontà, costanza, motivazione continua, fiducia nel risultato, passione!

C’è da aggiungere che sullo stato influiscono anche le convinzioni, per cui, per essere in uno stato potenziante, è importante lavorare anche sulle proprie convinzioni, ad esempio non sarai mai bravo in matematica, se la tua convinzione è: “I miei genitori mi hanno sempre detto che non sono portato per i numeri”, e potrai diventare un bravo imprenditore se ripeterai a te stesso con forza una frase tipo “Io sono un imprenditore di successo”.

E ogniqualvolta avrai raggiunto un obiettivo intermedio, soffermati sul tuo successo, amplificalo, ricordalo e fai in modo che rimanga nella tua memoria. Questo alimenterà le tue convinzioni e ti permetterà di utilizzare al meglio le tue risorse facendoti scoprire capacità per te fino a quel momento ritenute impossibili!

Le tue capacità aumenteranno sempre più, quanto più saprai metterti in un stato potenziante sfruttando al meglio le tue risorse interne e alimentando convinzioni positive!

Certo, tutto quello che fin qui ti ho esposto, non è un gioco, o meglio forse lo è e per questo ci vuole molto allenamento, molta perseveranza e soprattutto tempo e voglia di sperimentare.
Non esistono soluzioni semplici e come per tutti gli aspetti della nostra vita guardati da che ti offre soluzioni semplici, guardati dal gatto e la volpe che vogliono solo i tuoi soldi!
Se ci pensi, se ti guardi intorno, puoi facilmente verificare che tutte le persone eccellenti nel loro campo, dalle cose più semplici alle più straordinarie hanno impiegato tempo e molta fatica per poter arrivare dove sono.
Pensa ad esempio ad Alex Zanardi, pensa a grandi campioni come Sergej Bubka, oppure più banalmente, pensa a quell’uomo che tutti i giorni, tutti i giorni è capace di parole e gesti di affetto nei confronti di sua moglie della sua famiglia, è in grado di donare un sorriso alle persone!

Perchè vedi l’Eccellenza, non è saper fare tanti gol o percorrere i 100m piani in 9″.7 ma piuttosto è, NEL PROPRIO CONTESTO, DARE TUTTO SE’ STESSO.

Quindi allenati, allenati, allenati. Fai pratica, pensa a quello che vuoi e fai di tutto per ottenerlo, vivi ogni giorno al massimo delle tue possibilità, migliora la tua condizione fisica, migliorerai anche la tua mente e migliorerai te stesso e la vita di chi ti sta intorno!

Allenarsi vuol dire, attingere continuamente al proprio stato potenziante per raggiungere il tuo obiettivo intermedio e continuare con costanza, procedendo al prossimo obiettivo. Ogni volta che avrai raggiunto un obiettivo intermedio avrai fatto crescere le tue capacità.

Utilizza questi successi intermedi e queste nuove capacità per accrescere la tua fiducia in te stesso e per perseverare nei tuoi obiettivi, perché come ti dicevo all’inizio, per continuare il percorso di Sviluppo Personale devi essere in grado di ottenere regolarmente i risultati.
Per farlo, basta avere il coraggio di mettersi sempre in discussione, di mettersi in gioco tutte le volte che vorrai raggiungere nuove mete!

Post lunghissimo…. ti faccio un breve riepilogo.

Eccellenza e sviluppo personale

1. Metti al centro te stesso.
2. Definisci il tuo obiettivo e dividilo in più obiettivi intermedi.
3. Mettiti in uno stato potenziante utilizzando le tue risorse interne e costruendo convinzioni potenzianti.
4. Raggiungi così il tuo obiettivo intermedio e acquisisci quindi nuove capacità.
5. Sii consapevole e gioisci delle tue nuove capacità.
6. Passa all’obiettivo intermedio successivo e ripeti i passi 3 e 4.
7. Il raggiungimento dell’obiettivo finale, ti permetterà di accrescere fiducia in te stesso e coraggio per poter ottenere regolarmente risultati!

Un saluto
Salvatore

Pubblicare i sutra

8 gennaio 2010

Ciao da Francesco di Coste,
voglio cominciare questo Nuovo Anno con una metafora sulla generosità e la perseveranza. Su quanto sia importante per noi tutti non perdere la pazienza malgrado le avversità e le disgrazie, nella fiducia di arrivare all’obiettivo, senza perdere mai la speranza nel successo.

Tetsugen, un fedele seguace dello Zen in Giappone, decise di pubblicare i sutra, che a quel tempo erano disponibili soltanto in cinese.

I libri dovevano essere stampati con blocchi di legno in un’edizione di settemila copie, un’impresa enorme. Tetsugen cominciò col mettersi in viaggio per raccogliere il fondi necessari.

Alcuni simpatizzanti gli diedero un centinaio di monete d’ora, ma per lo più riuscì ad ottenere soltanto piccole somme.

Lui ringraziò tutti i benefattori con uguale gratitudine.

Dopo dieci anni Tetsugen aveva abbastanza denaro per cominciare l’impresa.

E proprio allora il fiume Uji straripò.

L’alluvione portò una carestia.

Tetsugen prese i fondi che aveva raccolti per i libri e li spese per salvare gli altri dalla fame.

Poi ricominciò la sua colletta.

Parecchi anni dopo il paese fu colpito da un’epidemia.

Ancora una volta Tetsugen, per aiutare la sua gente, diede via quello che aveva raccolto.

Si rimise al lavoro per la terza volta, e dopo vent’anni riuscì finalmente a realizzare il suo desiderio.

I blocchi di legno per la stampa che sono serviti per la prima edizione sono oggi esposti nel monastero Obaku di Kyoto.

I giapponesi dicono ai loro figli che Tetsugen ha fatto tre raccolte di sutra, e che le prime due, invisibili, sono perfino superiori all’ultima.

Un saluto
FdC