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La PNL e il T.O.T.E.

13 aprile 2010

Ciao,
se segui il mio blog, sai che Richard Bandler, nel teorizzare i principi base della Programmazione Neuro Linguistica ha sempre fatto riferimento a concetti semplici, che a volte possono sembrare ovvi, concetti però che spesso dimentichiamo e tralasciamo.

Tra questi, oggi, voglio evidenziartene due:

Se qualcosa non funziona, cambiala!

Il fallimento non esiste, esiste soltanto il feedback.

Questi, due concetti, queste due frasi, danno veramente il senso di come la PNL, abbia come obiettivo, quello di semplificarti la vita!
Quante, volte ti trovi impantanato in situazioni dalle quali non riesci ad uscire? Quante volte, continui a fare le solite cose, i soliti errori e non ti accorgi che ti basterebbe semplicemente cambiare approccio?

Insomma la vita può essere molto più semplice e soprattutto molto più divertente di come la immaginiamo!

E, alla luce di questi due concetti voglio proporti un metodo, il metodo T.O.T.E..

Innanzitutto T.O.T.E. sta per Test -> Operazione -> Test -> Esci.

VIsta così la cosa, sembra un diagramma di flusso per computer e quindi una roba per matematici o informatici.
In realtà è una schematizzazione di come dovremmo operare tutti i giorni.

Infatti, dato uno stato desiderato che vogliamo raggiungere e partendo da uno stato attuale, si tratta semplicemente di verificare se le operazioni (azioni) che stiamo compiendo ci portano effettivamente verso lo stato desiderato.
Ovviamente se a seguito del test, la risposta è negativa, allora è bene cambiare approccio e quindi l’azione da compiere.

Il T.O.T.E. è un metodo, una procedura che, quando messa in atto, anche inconsciamente, ci accompagna in tutti i momenti della nostra vita.
Continuamente, non facciamo altro che verificare se lo stato attuale coincide con quello desiderato e mettiamo in atto delle azioni per arrivare allo stato desiderato.

Peccato che pur essendo una procedura semplicissima, spesso mettiamo in pista una serie di “seghe mentali” per cui non applichiamo questo schema, oppure lo applichiamo ma, ancora peggio, facciamo finta che vada tutto bene!

Hai presente quando cominci ad approcciare alle cose con frasi tipo: “E se poi sbaglio?” oppure “Eh no! Io se devo fare una cosa, la devo fare bene!”.
Il risultato di questo approccio è che rimani lì immobile a non fare assolutamente nulla e poi magari ti lamenti anche che stai male, che le cose non vanno per il verso giusto…

Inutile fermarsi ai dubbi, alle domande, datti una mossa e passa all’azione! Fai qualcosa e se andrà male puoi sempre cambiarla e via così!

Il T.O.T.E. alla fine non è nient’altro che la trasposizione in pratica dei due concetti su esposti: il feedback e l’azione.

Essere leader, essere diversi!

12 febbraio 2010

Ciao,
stavo pensando, ripercorrendo i miei incontri professionali e le mie relazioni sociali, a quelle persone che ho considerato e considero veramente dotate di leadership forte e di grande carisma.

In particolare, in ambito professionale, mi sono tornate in mente due persone, che ancora oggi, in alcune situazioni cito e richiamo pensando a come si sarebbero comportati loro al mio posto.

Pur sapendo che ci sono dei criteri, quasi oggettivi, con i quali possiamo tutti noi individuare le persone che sono veramente dei leader, ritengo che ognuno di noi, poi in realtà, aggiunga a tali criteri, le proprie sensazioni, le proprie aspettative e nel nostro giudizio, siamo anche influenzati dall’ambiente e dallo stato in cui siamo.

Insomma, quello che sto tentando di dirti è che troverai molti libri che ti parlano di leadership, di come riconoscerla ecc. peccato però che una relazione tra persone è fatta anche di sensazioni che ci toccano, ci coinvolgono e ci influenzano nel nostro giudizio. E’ inevitabile.

Alla luce di questo, le due persone che ho identificato, finora nel mio cammino, come dei veri leader, prima di tutto sono degli elementi di rottura nel loro ambiente, diversi da coloro che hanno attorno, hanno un forte carisma che li fa “spiccare” e li differenzia dagli altri in modo netto.

Ad esempio, in un ambiente professionale dove ognuno rifugge dalle proprie responsabilità e quindi non decide, queste due persone, non solo si prendono la responsabilità di decidere, ma oltretutto lo fanno in modo veloce e perentorio!

In un ambiente dove difficilmente ottieni gratificazioni e complimenti, loro sanno quando e come complimentarsi e quando e come criticarti.

Voglio spiegarti questa cosa con un fatto che mi è realmente accaduto; ho lavorato a stretto contatto, per molto tempo con uno dei due leader di cui ti parlo, e a quel tempo, mi sono trovato a risolvergli molte grane sia interne all’azienda sia nei confronti dei clienti.

Tutte le volte che comunicavo la soluzione di un problema, lui non esitava a ringraziarmi, farmi i complimenti e a mezzo email, comunicava anche ad altre funzioni aziendali la buona soluzione del problema, riportando il mio nome.

Nel tempo, poi, ho avuto riscontro del fatto che anche in mia assenza, era solito lodarmi e apprezzare il mio lavoro con altri colleghi.

C’è stata poi una situazione molto critica, per la quale non sono riuscito nell’immediato a risolvere il problema ed arrivarono in azienda le lamentele scritte ed ufficiali di un cliente.
In quel caso, fui attaccato dal leader, anche molto duramente, ma apprezzai la sua lealtà perché espresse quelle critiche in privato e poi, a me solo, al telefono.

Quindi oltre alle “canoniche” qualità che deve avere un leader, io ritengo importante che sia:

elemento di rottura e cambiamento

elemento distintivo rispetto alla maggioranza

capace di decisioni pronte

ruolo di guida con capacità di essere un “pigmalione” per i propri collaboratori

leale

Aggiungo, provocatoriamente, che non è poi così importante che un leader eserciti un potere “ecologico”.

Personalmente non mi interessa che un leader utilizzi la propria leadership per il proprio interesse personale, l’importante è che sia capace di sviluppare l’azienda dove opera e permetta ai propri collaboratori di crescere di pari passo.

Queste le mie considerazioni personali sull’essere leader poi se vuoi approfondire l’analisi di alcune figure carismatiche puoi leggere “Lettere dai Leader” di Henry O. Dormann.

E comunque prova anche tu a domandarti se hai mai incontrato qualche vero leader e quali erano le caratteristiche che più ti avevano colpito e se vuoi lascia un commento!

E se ti interessa approfondire segui il blog abbonandoti gratuitamente o con facebook.

Un saluto
Salvatore

La gita di mezzanotte

21 gennaio 2010

Ciao da Francesco di Coste,
oggi concludo la rubrica “Una metafora alla settimana” parlando della capacità di dare un feedback costruttivo evitando il rimprovero. Questo approccio può essere un modo valido di responsabilizzare le persone e farle crescere con equilibrio.

Molti allievi studiavano meditazione sotto la guida del maestro di Zen Sengai.

Uno di questi tutte le notti si alzava, scavalcava il muro del tempio e andava a divertirsi in città.

Una notte, nel fare un giro di ispezione nel dormitorio, Sengai scoprì l’assenza dell’allievo, e trovò anche l’alto sgabello che egli aveva usato per scalare il muro.

Sengai tolse lo sgabello e si appostò ai piedi del muro.

Quando il nottambulo tornò, non sapendo che Sengai era lo sgabello, mise il piede sul capo del maestro e saltò nel giardino.

Non appena scoprì ciò che aveva fatto rimase sgomento.

Sengai disse: “La mattina presto fa molto freddo. Bada di non prenderti un raffreddore”.

L’allievo non uscì più di notte.

Un saluto
FdC

Non ho la bacchetta magica!

6 gennaio 2010

Oggi,
ti riporto un post molto interessante, da imparolarte, che se vuoi puoi approfondire qui.

Ho trovato il post oltre che divertente, per la descrizione della situazione, anche interessante, perché mi dà spunto per parlarti di una cosa importante riguardo allo Sviluppo Personale.

Mi ha dato modo di riflettere sul fatto che nessuno di noi ha la bacchetta magica, e questo vale maggiormente quando si vuole intraprendere un percorso impegnativo e difficile quale è quello dello Sviluppo Personale.

Infatti non basta aver letto un libro, non basta aver frequentato un corso, non basta mettere in pratica tutto quello che ci viene proposto, inutile!

E come dice imparolarte:

… così alcune, senza troppo preoccuparsi se fanno irruzione nel mio mondo “creativo”, mi chiedono di “far loro vedere” quello che sto facendo oppure chiedono cos’è quello strumento (matita o sfumino) che sto usando, come fosse una bacchetta magica. A fine lezione dunque si gettano fameliche all’acquisto di quella bacchetta magica e trionfanti pensano “adesso ce l’ho pure io!”.

… non credo che esistano bacchette magiche nell’arte. La vera magia la facciamo noi nella nostra testa. E’ lì che ci sono le creature più folli e fantasiose che non hanno paragoni con la realtà esterna. E’ lì, nella nostra mente, che esiste la vera libertà, uno spazio illimitato e un non-tempo, che nessuno ce lo può rubare. Questa è la vera magia.
Voi mi direte che i materiali però devono esserci: e questo è vero. Non solo: è meglio prenderli di qualità, investirci. Ma è anche vero che quello che più conta è sperimentarli. Molti mezzi che sono stati consigliati su libri e forum, io li ho trovati del tutto inutili, mentre altri li ritengo assolutamente imperdibili. E’ un qualcosa di soggettivo.
Inoltre il materiale può essere anche povero come quantità ma azzeccato…

…e non è questione di magia o di talento. Ci ho investito mettendoci tempo, quello sì, come pure tanta passione.

Se provi a “calare” quanto sopra, nella tua situazione, nel tuo cercare una via per il tuo percorso di crescita, è ovvio che avrai bisogno di libri, di studi approfonditi, di corsi, certo, e sopratutto ti servirà la tua testa, la tua capacità di discernere, selezionare e capire.

Certo c’è bisogno dei migliori strumenti per raggiungere i propri obiettivi, ma bisogna saper scegliere gli strumenti adatti! Inutile comprarsi una Ferrari, per andare in centro città a fare shopping, per quanto possa essere “figa” non ti servirà!

Non solo, di strumenti adatti in giro ce ne sono quanti ne vuoi, se tu provi a cercare su Google la frase “sviluppo personale” troverai migliaia di siti e magari troverai anche molte tecniche efficaci, ricordati però che tu sei unico e non sempre tutte le tecniche funzioneranno, quindi, devi imparare a scegliere quella giusta per te.

E per scegliere puoi fare solo una cosa: provare. E poi come hai imparato dalla PNL, se un cosa non funziona, la cambi! Hai raccolto feedback dalla tua esperienza e agirai di conseguenza.

Infine, come già altre volte abbiamo visto, ci vuole passione!

Solo la passione ti permetterà di superare i momenti difficili, quando magari arriveranno i momenti di disillusione, e di timore di aver sbagliato scelta.

Scegli, fa’ le tue sperimentazioni, e con le tecniche di PNL, potrai trovare più facilmente ciò che è adatto per il tuo percorso di crescita. Studia te stesso, le tue reazioni, le tue evoluzioni e solo con pratica e passione potrai andare avanti, e capire se hai preso la strada giusta!

Ad un certo punto ti accorgerai da solo di aver intrapreso il giusto cammino, e sentirai che quella è la tua strada!

Un saluto
Salvatore

L’importanza dell’oggi

24 dicembre 2009

l'importanza dell'oggi

Ciao,
mi capita a volte, soprattutto quando vivo situazioni di particolare stress, di focalizzarmi troppo sul futuro e sui miei obiettivi.

Incomincio ad agitarmi perché domani ho da fare quello, oppure perché tra due mesi ho un obiettivo da raggiungere, ecc e mi perdo tutto ciò che mi passa davanti finché non arrivo al fatidico giorno.

A volte, poi, può succedere che non riesco a dormire serenamente e così si innesca un perverso meccanismo di stanchezza fisica e mentale che può nei casi peggiori portarmi a fallire il mio obiettivo.

In pratica, mi concentro talmente sul futuro che, il pensiero stesso mi stanca, e mi porta a perdere la concentrazione e in più, ancor peggio, mi porta a non godere di tutto quello che mi accade intorno quotidianamente!

Se ti è mai capitata una situazione del genere, avrai notato che poi, associ a questa stanchezza, anche una serie di convinzioni limitanti del tipo: “Sono stanco, non ce la farò mai”.
E’ così che il quadro si completa e cominci a lamentarti che non ce la fai, che sei sfortunato, e attribuisci i tuoi insuccessi e le tue mancanze a situazioni non dipendenti dalla tua volontà o addirittura attribuisci ad altre persone la causa delle tue sventure.

La Programmazione Neuro Linguistica, può aiutarti molto nella gestione di queste situazioni, e se ricordi il concetto di stato, di stato potenziante saprai che la prima cosa da fare, in queste situazioni è cercare, nel tuo passato, altre situazioni simili, dove hai raggiunto con successo l’obiettivo.
Quindi:

  1. Ricostruisci nella tua mente, come ti sentivi, quando hai raggiunto con successo il tuo obiettivo; cosa hai fatto, cosa hai detto, qual’era la tua postura, ecc.
  2. Prendi le immagini che hai, i suoni, le sensazioni e incomincia a ingrandire l’immagine, rendila più nitida. più colorata, più calda, amplifica i suoni, rendili più piacevoli, armoniosi, le sensazioni positive falle scorrere in tutto il tuo corpo, respira profondamente e goditi appieno il momento piacevole.
  3. Prenditi cura del tuo dialogo interno, automotivandoti con frasi positive, perentorie e espresse al presente, ad esempio se vuoi diventare un imprenditore, una possibile frase può essere: “Sono un imprenditore di successo!”.
  4. Utilizza il giusto linguaggio nei confronti di te stesso e nei confronti degli altri. (ad esempio dai gioia e riceverai gioia…)

A questo punto, con uno stato positivo, puoi concentrarti sull’oggi, su quello che l’oggi ti porta in dono e cominciare a lavorare per il tuo obiettivo, libero dai condizionamenti temporali e dallo stress delle scadenze.

Raggiunto lo stato adatto, come dice Richard Bandler, sono fondamentali, per poter perseguire con costanza il tuo obiettivo, due sole cose, la motivazione e l’atteggiamento.

Per quanto riguarda la motivazione è importante che tu parta con l’avere ben chiaro in mente cosa per te è giusto o sbagliato, cosa vuoi veramente, perchè quando decidi veramente di voler fare qualcosa, quando la tua stessa morale ritiene che quella è la cosa giusta, allora succede che anima e corpo si “allineano” e così potrai perseguire i tuoi obiettivi con anima e cuore, con forza e determinazione, senza scoraggiarti di fronte alle difficoltà che inevitabilmente incontrerai.
Sarai tu stesso a renderti conto, magari, che quello che stai facendo non fa per te, e in questo caso ricorda che “il fallimento non esiste, esiste soltanto il feedback”.

L’atteggiamento giusto nell’approccio della vita è quello che Richard Bandler chiama “atteggiamento del New Jersey” che si sintetizza come segue:

“Se hai intenzione di fare una cosa, falla e basta! Altrimenti se non ne hai l’intenzione, fai come se non ci fosse e non pensarci nemmeno più.”

Forte, vero? Semplicemente significa, che puoi concentrarti sul presente, sull’oggi, passando all’azione immediatamente. Questo non vuol dire essere avventati o fare le cose senza pensarci. Significa semplicemente che vale la pena vivere la propria vita in tutta la sua pienezza, concentrandosi sul presente e su quello che desideriamo veramente liberandoci da rimpianti o pensieri per cose non fatte.

Quindi, oltre a ottenere in ogni momento, quando vuoi e come vuoi, uno stato potenziante, oltre ad avere la giusta motivazione, evita di rimandare a domani i tuoi proponimenti e datti da fare subito! Non dire come capita a molti: “Domani comincio la dieta”, ma comincia subito dicendo: “Oggi comincio la dieta!”.

Quindi ricorda l’importanza dell’oggi perchè vivere il presente non pregiudica affatto il raggiungimento dei tuoi obiettivi, piuttosto quello che fai oggi, ti servirà domani.

Dimmi cosa ne pensi.

Feedback, feedback e ancora feedback!

15 dicembre 2009

feedback

Con questo articolo, per la tua gioia… termino la trattazione dei principi base della PNL. La letteratura a riguardo riporta anche altri principi, ma nel recente libro di Bandler e Fitzpatrick, si menzionano quelli che ti ho riportato.

La Programmazione Neuro Linguistica d’altra parte non è una scienza esatta e men che mai un dogma e come tale si evolve continuamente proprio a fronte della realtà che osserva e modella! :-)

L’ultimo principio di cui ti voglio parlare è il seguente:

“Il fallimento non esiste, esiste soltanto il feedback.”

Io ritengo tale assunto, in assoluto il più importante della PNL, fosse solo perché se interpretato correttamente, da solo, ti permette di migliorare la vita in modo incredibile. Pensa infatti alla possibilità di liberarti dall’ansia di sbagliare, e cominciare, invece, a considerare che ogni risposta, che tu ottieni, può essere usata per analizzare i tuoi errori, migliorare il tuo approccio e riprovarci.
Qualsiasi sia l’ambito al quale applichi questo principio, il lavoro, le amicizie, i rapporti con il partner ecc. è evidente che con questa filosofia ti troverai a liberarti dallo stress, dall’ansia, dalle preoccupazioni e raccoglierai ogni risposta con la forza di chi sa che avrà altre possibilità per riprovarci, migliorando, prima di tutto se stesso, grazie ai feedback che ottiene.

Certo, questo non vuol dire che tu debba vivere come un automa, con un sorriso stampato sulle labbra, incurante di quello che accade, piuttosto dovrai, invece, fare molta attenzione alle risposte che ottieni, ad analizzare con cura e dettaglio il feedback che ti arriva.

In questo principio si riassume, sostanzialmente, la filosofia della PNL, di una disciplina che tende a rendere migliore, prima di tutto la propria vita e la percezione di se stessi e poi successivamente, la relazione con gli altri. Non a caso ho introdotto una relazione causa-effetto… ricorda se non stai bene tu, se non sei in uno stato potenziante, non potrai mai accedere alle tue risorse interne per star bene con gli altri!

Voglio farti un esempio, magari banale… supponi che ti sei preparato per un esame universitario, studi per mesi, quando ti ritieni pronto, vai all’esame che però non riesci a superare.
In questa situazione, l’esame è stato un fallimento nella misura in cui tu pensi al fatto che non hai raggiunto l’obiettivo e torni a casa a testa bassa a studiare senza verificare cosa non è andato, senza chiedere, magari, al tuo professore, cosa non andava nella tua preparazione.

Se invece, tu dopo l’esame, ti fermi con il professore, ti confronti con i tuoi amici/studenti, analizzi cosa è successo e cerchi di sfruttare la tua analisi per migliorare la preparazione, bene allora questo è feedback, questo è raccogliere dati e informazioni che ti insegnano qualcosa per il prossimo esame. Il feedback ti permette di ricominciare, continuare e migliorare!

Cosa ne pensi?

La strada fangosa

11 dicembre 2009

monaci

Ciao,
come ti avevo promesso, ogni settimana ti presento una metafora.

Si tratta di piccoli racconti, che spesso durante la mia attività di Coach utilizzo con i miei Coachee per aiutarli a crescere nel loro percorso, per aiutarli a scoprire e conoscere se stessi e il prossimo con una maggiore consapevolezza.

Come già sai la metafora è un potente strumento per la veicolazione del patrimonio di sapienza, saggezza e spiritualità che fin dall’antichità ci è stato trasmesso e tramandato, grazie a racconti, parabole e aneddoti.

Oggi voglio esporti una metafora, un racconto la cui morale è quella di essere capaci sempre di dare dei feedback tempestivi e precisi, di saper vivere con pienezza il presente e capire che il rancore è inutile.

E allora pensa ad una situazione in cui non sei stato pronto a “dire la tua”, oppure un momento della tua vita in cui hai serbato rancore e leggi questo racconto:

Una volta Tanzan ed Ikido camminavano insieme per una strada fangosa.
Pioveva ancora a dirotto.

Dopo una curva, incontrarono una bella ragazza, in chimono e sciarpa di seta, che non poteva attraversare la strada.

“Vieni, ragazza” disse subito Tanzan.
Poi la prese in braccio e la portò oltre le pozzanghere.

Ekido non disse nulla finché quella sera non ebbero raggiunto un tempio dove passare la notte. Allora non poté più trattenersi.

“Noi monaci non avviciniamo le donne” disse a Tanzan “e meno che meno quelle giovani e carine.
E’ pericoloso. Perché l’hai fatto?”

“Io quella ragazza l’ho lasciata laggiù” disse Tanzan. “Tu la stai ancora portando con te”.

Un saluto
FdC