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La quotidianità in 10 punti

2 luglio 2010

Ciao,
ieri ti ho scritto della felicità e di come essa possa essere insita nella vita di tutti i giorni.
Oggi, a proposito di quotidianità, voglio proporti un decalogo per vivere al massimo le nostre giornate.

Decalogo della quotidianità:

1. Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta
2. Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto, vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non pretenderò di migliorare o disciplinare alcuno, tranne me stesso.
3. Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell’altro mondo, ma anche in questo.
4. Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino tutte ai miei desideri.
5. Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a qualche buona lettura, ricordando che, come il cibo è necessario alla vita del corpo, così la buona lettura è necessaria alla vita dell’anima.
6. Solo per oggi compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno
7. Solo per oggi mi farò un programma che forse non riuscirà a puntino, ma lo farò e mi guarderò dai due malanni: la fretta e l’indecisione.
8. Solo per oggi crederò fermamente nonostante le apparenze che la Provvidenza di Dio si occupa di me come se nessun altro esistesse al mondo.
9. Solo per oggi farò almeno una cosa che non desidero fare, e se mi sentirò offeso nei miei sentimenti farò in modo che nessuno se ne accorga.
10. Solo per oggi non avrò timori, in modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere alla bontà.

Pratica, pratica, pratica!

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Un saluto
Salvatore

Questione di punti di vista

28 giugno 2010

A volte la capacità di saper affrontare un problema, di saper capire le vere intenzioni del nostro interlocutore, di riuscire a leggere la realtà è soltanto una questione di punti di vista…

Mi è venuto in mente questo concetto, proprio l’altro giorno, quando ero intento a sistemare il giardino e a fare un po’ di pulizia di erbacce e piante, diciamo così “non gradite”.

Lavorare in giardino è sempre molto faticoso, e a volte può risultare noioso. Spesso però, diventa per me, un momento di relax, un momento durante il quale libero la mente e lascio spazio alla creatività e ai pensieri in libertà. O almeno ci provo!

Se ci pensi infatti, nel mondo moderno, fatto di iper connettività, di iper attività e di mille impegni quotidiani, ci perdiamo la possibilità e la capacità di essere creativi. Anche tutti questi smartphone, computer ecc che ti permettono di essere sempre connesso, rubano tempo ad una delle poche attività che ci distingue dagli altri animali, la capacità di pensare e di creare qualcosa di nuovo.

Bene… tornando al mio lavoro di giardiniere, notavo che il punto di vista nell’analisi della realtà influisce sulla realtà stessa.
Infatti, tutte le volte che pensavo di aver finito il mio lavoro di pulizia delle erbacce, mi tiravo su, mi spostavo e notavo con mio notevole disappunto, che c’erano ancora molte erbacce da tirar via!

Insomma riprendendo il concetto di PNL, per cui, la mappa non è il territorio, mi sono accorto che guardando il giardino da lontano avevo una percezione di un tappeto erboso uniforme e ben tenuto. Man mano che mi avvicinavo a punti diversi del giardino, notavo erbacce e punti di erba diradata avendo così la percezione di un giardino sicuramente da migliorare!

Allo stesso modo, se vogliamo capire meglio il mondo che ci circonda, se vogliamo entrare in sintonia con il nostro interlocutore dobbiamo assolutamente, cercare di cambiare spesso prospettiva e non fermarci mai alla prima impressione.
Quando siamo chiamati a risolvere un problema, dobbiamo prima di tutto capire cosa abbiamo davanti, è necessario cambiare spesso punto di vista, magari approcciare al problema in modi diversi e soprattutto fare uso di creatività!

Insomma… quando potete lasciate a casa telefono, computer e console varie, ve lo dice un “maniaco” della tecnologia! ;-)

Pratica, pratica, pratica!

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Un saluto
Salvatore

I difetti degli amici, i meriti degli avversari

21 maggio 2010

Ciao,
oggi una nuova frase attingendo ancora, a piene mani, dalla letteratura.

Si tratta infatti di una frase di Goethe:

Ci sono persone che si soffermano sui difetti dei loro amici. Non serve! Io ho sempre rivolto la mia attenzione ai meriti dei miei avversari e ne ho tratto profitto.

Johann Wolfgang Goethe

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Un saluto
Salvatore

Scalare le montagne

20 maggio 2010

Ciao,
oggi una nuova frase da un signore che non ha bisogno di presentazioni…

Ancora oggi, a distanza di quasi 400 anni dalla sua morte, siamo sempre qui a studiarlo e ad ammirare le sue opere… sto parlando di William Shakespeare!

To climb steep hills requires a slow pace at first.

William Shakespeare

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Un saluto
Salvatore

Grandi domande, grandi risposte

19 maggio 2010

Ciao,
in questi giorni ho pensato di “postare” una serie di frasi, come già fatto ieri di personaggi e personalità eccellenti di ogni campo della nostra cultura.
Oggi, ti propongo una figura carismatica e singolare, del mondo della musica: Bono Vox, frontman e leader degli U2, da sempre impegnato nella campagna di azzeramento del debito dei paesi del terzo mondo.

Una persona che eccelle nella musica insieme agli U2 e lotta, con convinzione e passione per un mondo migliore. E a questo proposito di seguito, troverai una sua frase:

The world is more malleable than you think. We can bend it into a better shape. Ask big questions, demand big answers.

Bono Vox

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Un saluto
Salvatore

La filosofia di Einstein

18 maggio 2010

Ciao,
ci sono personaggi illustri del nostro tempo, o comunque appartenenti alla nostra storia, persone che hanno saputo fare la differenza, uomini eccellenti che sono riusciti a dare dimostrazione delle loro capacità non solo nella loro attività principale ma anche nella vita di tutti i giorni, dando semplicemente l’esempio!

Con il loro operato, hanno saputo testimoniare come dare il massimo sempre in ogni ambito della propria vita.

Uno di questi è Albert Einstein e proprio riguardo all’eccellenza voglio riportare una sua famosa frase, che preferisco lasciare in inglese:

Try not to become a man of success but a man of value.

Albert Einstein

Direi che non ci sia altro da aggiungere…

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Un saluto
Salvatore

Seminario: Apri le porte al cambiamento che desideri!

4 maggio 2010

Apri le porte al cambiamento che desideri!
…e sarai il “timoniere” del tuo sviluppo personale e professionale.

Un seminario esperienziale di orientamento con Francesco di Coste, e con il contributo di Salvatore Savarese.

A Firenze, sabato 19 Giugno 2010.

Esprimi e realizza un desiderio!
In un periodo di crisi, come quello attuale, diventa sempre più importante saper trasformare l’incertezza e le difficoltà in opportunità.
La chiave sta nell’avere una chiara visione del proprio scopo nella vita, di cosa si vuol fare e di dove si vuole arrivare.
Partecipa ad “Apri le porte al cambiamento che desideri!” e potrai dedicare un’intera giornata al tuo auto-sviluppo personale e professionale.

Apri le tue porte!
Per aprire le porte ci vogliono le chiavi giuste. Una chiara visione della tua vita ti permetterà di aprire tutte le porte.
Scopri quali sono i tuoi veri valori, metti a fuoco le risorse e i talenti di cui disponi, apri le tue porte e disporrai di tutte le chiavi che ti servono per realizzare i tuoi obiettivi personali e professionali.
Apri le tue porte al cambiamento grazie alle tecniche di coaching che apprenderai con noi, agli esercizi ludici e agli stimoli riflessivi da svolgere in modo interessante e creativo insieme agli altri partecipanti.

Cambia ora!
Cosa voglio fare della mia vita?
Quali sono i miei punti di forza?
Quali sono i miei valori fondamentali?
Di quali risorse ho bisogno?
Quali sono le mie aree di miglioramento?
Potrai rispondere a queste ed altre domande e muovere i primi passi verso il cambiamento che desideri realizzare nella tua vita.

Tu sei il timoniere!
Grazie alle metodologie di coaching che sperimenterai con noi condurrai la tua barca all’approdo desiderato!
Il coaching è un servizio di orientamento e di supporto all’auto-sviluppo della persona finalizzato al raggiungimento di traguardi personali e professionali.
Il coaching facilita l’apprendimento, stimola le persone a porsi “in ascolto” di se stesse, le aiuta ad accedere alle proprie potenzialità, e ad auto-responsabilizzarsi
verso i propri traguardi e motivazioni.

Cosa Quando
Il programma sarà svolto con i seguenti orari:
 Mattina 9.15 – 13.15
 Pomeriggio 14.30 – 18.30
Manda una email a corsi@pnlpractitioner.info per ricevere il programma dettagliato.

Dove
Istituto Suore Francescane
Via Capo di Mondo, 44 – 50136 FIRENZE
Una struttura confortevole immersa nel verde e molto tranquilla, a due passi dalla stazione Firenze S. Maria Novella.
Per coloro che vengono da fuori, è possibile pernottare il giorno prima presso la struttura che ci ospita a prezzi molto economici!!

Condizioni
Numero massimo di 20 partecipanti.

Quota di partecipazione: 150 euro, tasse incluse (120 euro per gli iscritti entro il 19 Maggio 2010).

Quota comprensiva dei materiali didattici del corso.

Per perfezionare l’iscrizione provvedi a:

 pagamento dell’importo tramite bonifico su IBAN: IT73F0306905118615290053917
intestato a Francesco di Coste
causale: Iscrizione seminario “Apri le porte al cambiamento che desideri”

 inviare una mail a corsi@pnlpractitioner.info con i seguenti dati:
Nome e Cognome
Professione
Città di residenza
Anno di nascita
Email
Recapito telefonico
Ragione sociale e P.IVA (per eventuale richiesta fattura)

I Coach Formatori

Francesco di Coste
Executive Coach e Consulente di Carriera, ha un’esperienza consolidata in Menarini, Gruppo Intesa e Pfizer, dove ha coordinato il lancio della Mission e dei valori organizzativi. Ha condotto 700 giornate di Team Coaching in Italia e in Francia, coinvolgendo più di 4000 manager di molte aziende sullo Sviluppo personale e professionale. E’ Professional Coach certificato da ICF, già componente del direttivo nazionale della Federazione Italiana Coach. Si occupa di coaching finalizzato allo sviluppo e al benessere professionale delle Persone in azienda.

Salvatore Savarese
PNL Practitioner certificato da NLP Italy, laureato in Scienze dell’Informazione, quadro direttivo presso un grande gruppo bancario internazionale, vive oggi a Lucca. Ha sviluppato negli anni, con passione e costanza, una notevole esperienza in Programmazione Neuro Linguistica e scritto numerosi articoli e report di approfondimento sulla materia. Ideatore del blog pnlpractitioner.info svolge attività di coaching on line.

Ferdinand Lewis Alcindor jr

25 marzo 2010

Ciao,
ho avuto la fortuna, di poter vedere giocare, anche se solo in TV, un grande, un grandissimo del basket mondiale.

Si… proprio Ferdinand Lewis Alcindor jr. Forse ti starai chiedendo chi cavolo sia, e perchè ne parlo in un blog di PNL…

Beh, Ferdinand Lewis Alcindor jr è nientemeno che Kareem Abdul Jabbar prima di tutto un mito del basket NBA e poi un grande uomo, una persona che ha fatto delle scelte coraggiose, un uomo che ha fatto delle difficoltà, delle importanti opportunità per lui e per il basket.

Pensa che nel 1964 si converte all’Islam e nel 1971 cambia nome. Ora, prova a calare questa scelta nella realtà degli anni 60 e ai giorni di oggi, non trovi che sia stata una scelta coraggiosa?

E poi, Kareem Abdul Jabbar è diventato famoso per due cose fondamentali:

il gancio cielo
le stoppate.

Come puoi vedere dal filmato il gancio cielo è un tiro molto particolare che Alcindor (si chiamava ancora così) fu costretto ad inventarsi, perché sul finire degli anni 60, la NCAA decise di vietare le schiacciate a canestro, proprio per limitare lo strapotere e la forza di Alcindor. Oggi come oggi una decisione del genere sarebbe assolutamente impossibile da praticare…

Di fronte a questa difficoltà Alcindor, non solo non si abbatte, ma ne trae addirittura vantaggio, diventando semmai ancora più imprevedibile e immarcabile con l’utilizzo del gancio cielo.
In più questo nuovo modo di giocare, richiedendo meno potenza atletica gli ha permesso di giocare fino alla veneranda età di 42 anni a livelli eccellenti.

Insomma un atleta e una persona eccellente, ed io ancora oggi, guardando quelle immagini un po’ sgranate, sono colpito dai suoi grandi gesti atletici. Anzi, no… lo ammetto, mi sono proprio emozionato! ;-)

Jam it Jabbar!!!

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Un saluto
Salvatore

Essere leader, essere diversi!

12 febbraio 2010

Ciao,
stavo pensando, ripercorrendo i miei incontri professionali e le mie relazioni sociali, a quelle persone che ho considerato e considero veramente dotate di leadership forte e di grande carisma.

In particolare, in ambito professionale, mi sono tornate in mente due persone, che ancora oggi, in alcune situazioni cito e richiamo pensando a come si sarebbero comportati loro al mio posto.

Pur sapendo che ci sono dei criteri, quasi oggettivi, con i quali possiamo tutti noi individuare le persone che sono veramente dei leader, ritengo che ognuno di noi, poi in realtà, aggiunga a tali criteri, le proprie sensazioni, le proprie aspettative e nel nostro giudizio, siamo anche influenzati dall’ambiente e dallo stato in cui siamo.

Insomma, quello che sto tentando di dirti è che troverai molti libri che ti parlano di leadership, di come riconoscerla ecc. peccato però che una relazione tra persone è fatta anche di sensazioni che ci toccano, ci coinvolgono e ci influenzano nel nostro giudizio. E’ inevitabile.

Alla luce di questo, le due persone che ho identificato, finora nel mio cammino, come dei veri leader, prima di tutto sono degli elementi di rottura nel loro ambiente, diversi da coloro che hanno attorno, hanno un forte carisma che li fa “spiccare” e li differenzia dagli altri in modo netto.

Ad esempio, in un ambiente professionale dove ognuno rifugge dalle proprie responsabilità e quindi non decide, queste due persone, non solo si prendono la responsabilità di decidere, ma oltretutto lo fanno in modo veloce e perentorio!

In un ambiente dove difficilmente ottieni gratificazioni e complimenti, loro sanno quando e come complimentarsi e quando e come criticarti.

Voglio spiegarti questa cosa con un fatto che mi è realmente accaduto; ho lavorato a stretto contatto, per molto tempo con uno dei due leader di cui ti parlo, e a quel tempo, mi sono trovato a risolvergli molte grane sia interne all’azienda sia nei confronti dei clienti.

Tutte le volte che comunicavo la soluzione di un problema, lui non esitava a ringraziarmi, farmi i complimenti e a mezzo email, comunicava anche ad altre funzioni aziendali la buona soluzione del problema, riportando il mio nome.

Nel tempo, poi, ho avuto riscontro del fatto che anche in mia assenza, era solito lodarmi e apprezzare il mio lavoro con altri colleghi.

C’è stata poi una situazione molto critica, per la quale non sono riuscito nell’immediato a risolvere il problema ed arrivarono in azienda le lamentele scritte ed ufficiali di un cliente.
In quel caso, fui attaccato dal leader, anche molto duramente, ma apprezzai la sua lealtà perché espresse quelle critiche in privato e poi, a me solo, al telefono.

Quindi oltre alle “canoniche” qualità che deve avere un leader, io ritengo importante che sia:

elemento di rottura e cambiamento

elemento distintivo rispetto alla maggioranza

capace di decisioni pronte

ruolo di guida con capacità di essere un “pigmalione” per i propri collaboratori

leale

Aggiungo, provocatoriamente, che non è poi così importante che un leader eserciti un potere “ecologico”.

Personalmente non mi interessa che un leader utilizzi la propria leadership per il proprio interesse personale, l’importante è che sia capace di sviluppare l’azienda dove opera e permetta ai propri collaboratori di crescere di pari passo.

Queste le mie considerazioni personali sull’essere leader poi se vuoi approfondire l’analisi di alcune figure carismatiche puoi leggere “Lettere dai Leader” di Henry O. Dormann.

E comunque prova anche tu a domandarti se hai mai incontrato qualche vero leader e quali erano le caratteristiche che più ti avevano colpito e se vuoi lascia un commento!

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Un saluto
Salvatore

Analisi di un discorso

2 febbraio 2010

Ciao,
se hai seguito i miei post, sai che l’altro giorno ho pubblicato il discorso di Obama, fatto a Chicago, in seguito alla vittoria elettorale.
Sicuramente avrai letto mille articoli riguardo al fatto che Obama ha usato l’ipnosi, ha usato la PNL ecc. ecc. peccato che da poche parti ho letto, che tutto questo non basta!

Insomma, io non credo proprio che si possa vincere una delle campagne elettorali più importanti del pianeta usando la sola PNL. Certo si può comunicare in modo efficace, si può preparare al meglio le proprie “armi”, si può raggiungere quanta più gente possibile ma poi se non hai dei contenuti validi, se il tuo messaggio non ha un valore politico, sociale, morale non arrivi da nessuna parte!

Questo blog, pur trattando di PNL e pur essendo scritto da un appassionato della materia, vuole essere un momento di condivisione e confronto e non uno dei tanti “specchietti per le allodole” per spillare soldi a ignari e malcapitati inesperti.

Questa premessa, per dirti che l’analisi del discorso di Obama, che di seguito voglio proporti, è solo un esercizio pratico, per aiutarti a comprendere, individuare e riconoscere nella comunicazione, nella pubblicità, nei comizi quelle tecniche di persuasione che maggiormente vengono usate e dalle quali in molti casi bisogna saperci difendere.
Si! Difendere… proprio perché spesso la tecnica usata è buona e giusta, ma il fine per il quale è usata non lo è.
Pensa a quelle pubblicità, dove si veicola il messaggio che una mamma è buona e brava, solo se al suo bambino fa mangiare la tale merendina.
Per non parlare della devastante consuetudine, anche per il portafoglio dei genitori, per cui durante i cartoni trasmessi alla tv, vengono programmate tantissime interruzioni pubblicitarie di giocattoli o affini.

E quindi, oggi come oggi, è sempre bene avere una buona consapevolezza di questi “trucchi manipolatori”, quanto meno per poter scegliere con un po’ più di libertà e autonomia.

Bene… dopo questo piccolo sermone, ;-) passiamo al discorso di Obama.

Tutta la prima parte da “Se c’è qualcuno lì fuori…” fino a “…il cambiamento è arrivato in America.” è ricalco, è la ricerca di un consenso.
Nella prima parte del discorso si utilizzano, frasi lunghe, concetti vaghi, toni discendenti nel parlare; si parla di orgoglio, collaborazione, unità, si ricordano tutti dai “giovani e dai vecchi, dai ricchi e dai poveri, democratici e repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, indigeni americani, gay, eterosessuali, disabili e no”.
Si usa abilmente quello che viene chiamato Milton Model, un modo di esprimere frasi e pensieri, in modo così generico e abile che tutti si riconoscono in quello che viene detto: come può un americano non essere daccordo sui padri fondatori, sulla democrazia, sul fatto che “siamo, e sempre saremo, gli Stati Uniti d’America”.

E la frase più bella, un capolavoro di genericità (si può dire?) è:
“È la risposta che ha guidato quelli che si sono sentiti dire per tanto tempo di essere cinici e spaventati e dubbiosi su quello che possiamo ottenere, mettendo le loro mani sull’arco della storia e piegandolo una volta di più alla speranza di un giorno migliore.”

Secondo te che vuol dire mettere le mani sull’arco della storia e piegarlo alla speranza di un giorno migliore?
Niente… non vuol dire niente, eppure se leggi questa frase, se la ascolti, ti emoziona, ti crea un’immagine, dentro di te, di forza, di un sole che sorge, insomma la suggestione è forte, però almeno fin qui, non ci sono fatti concreti, impegni, farò qui, farò la…

La seconda parte da “Poco fa stasera” fino a “il vicepresidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden” è ancora un susseguirsi di immagini suggestive, concetti vaghi e molto generici.

Ad esempio si richiama ai sacrifici di un combattente e patriota come McCain, si parla di lavorare insieme, ecc. Anche qui, sarebbe stato bello chiedere: “Si, ma cosa intendi per lavorare insieme, come?”.

Ripeto… si tratta comunque di un bellissimo discorso, alla ricerca di un consenso generale, Obama qui cerca di toccare il cuore di tutti e lo fa ancora parlando poi di famiglia, della moglie e delle figlie, parla del cane, della nonna, delle sorelle e dei fratelli.

Ancora, facci caso. Pause, frasi lunghe, accenti su determinate parole.

E poi altro capolavoro, il richiamo a chi ha lavorato dietro le quinte e agli umili, a chi tutti i giorni ha dato un seppur piccolo ma importante contributo.
Qui, da “E al manager della mia campagna…” fino a “…a peggior crisi finanziaria da un secolo” è un tripudio di immagini, suoni e sensazioni per accendere emozioni.

Da notare che in questa ultima parte ritorna su concetti già espressi all’inizio, e anche questa è una tecnica tipica del Milton Model e della comunicazione ipnotica.

E poi… ritorna sul patriottismo e sulla famiglia e le difficoltà. Tutti richiami a situazioni generiche che tutti abbiamo in mente e per le quali nessuno di noi esprime un rifiuto, anzi queste situazioni fanno parte del nostro vivere quotidiano.

Andando avanti abbiamo “C’è una nuova energia da sfruttare…” bellissima frase che richiama all’azione, ad una fase nuova per tutti, e anche qui, essendo generica e senza dettagli specifici, ognuno di noi sarà daccordo ;-)

Infine, ricalco sul futuro e concetti ripetuti come “un nuovo spirito”, “mi serve il vostro aiuto”.

E via così, richiamando concetti come la libertà di voto, il razzismo, la guerra, i successi nello spazio ecc.

Un capolavoro di contenuti e di forma, di immagine e di capacità oratoria, non dimenticare infatti che al di là delle parole Obama si muove benissimo sul palco e sa quando fermarsi e quando porre l’accento sulle parole giuste.

Mi fermo qui, data la lunghezza del post.

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Un saluto
Salvatore