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Analisi di un discorso

2 febbraio 2010

Ciao,
se hai seguito i miei post, sai che l’altro giorno ho pubblicato il discorso di Obama, fatto a Chicago, in seguito alla vittoria elettorale.
Sicuramente avrai letto mille articoli riguardo al fatto che Obama ha usato l’ipnosi, ha usato la PNL ecc. ecc. peccato che da poche parti ho letto, che tutto questo non basta!

Insomma, io non credo proprio che si possa vincere una delle campagne elettorali più importanti del pianeta usando la sola PNL. Certo si può comunicare in modo efficace, si può preparare al meglio le proprie “armi”, si può raggiungere quanta più gente possibile ma poi se non hai dei contenuti validi, se il tuo messaggio non ha un valore politico, sociale, morale non arrivi da nessuna parte!

Questo blog, pur trattando di PNL e pur essendo scritto da un appassionato della materia, vuole essere un momento di condivisione e confronto e non uno dei tanti “specchietti per le allodole” per spillare soldi a ignari e malcapitati inesperti.

Questa premessa, per dirti che l’analisi del discorso di Obama, che di seguito voglio proporti, è solo un esercizio pratico, per aiutarti a comprendere, individuare e riconoscere nella comunicazione, nella pubblicità, nei comizi quelle tecniche di persuasione che maggiormente vengono usate e dalle quali in molti casi bisogna saperci difendere.
Si! Difendere… proprio perché spesso la tecnica usata è buona e giusta, ma il fine per il quale è usata non lo è.
Pensa a quelle pubblicità, dove si veicola il messaggio che una mamma è buona e brava, solo se al suo bambino fa mangiare la tale merendina.
Per non parlare della devastante consuetudine, anche per il portafoglio dei genitori, per cui durante i cartoni trasmessi alla tv, vengono programmate tantissime interruzioni pubblicitarie di giocattoli o affini.

E quindi, oggi come oggi, è sempre bene avere una buona consapevolezza di questi “trucchi manipolatori”, quanto meno per poter scegliere con un po’ più di libertà e autonomia.

Bene… dopo questo piccolo sermone, ;-) passiamo al discorso di Obama.

Tutta la prima parte da “Se c’è qualcuno lì fuori…” fino a “…il cambiamento è arrivato in America.” è ricalco, è la ricerca di un consenso.
Nella prima parte del discorso si utilizzano, frasi lunghe, concetti vaghi, toni discendenti nel parlare; si parla di orgoglio, collaborazione, unità, si ricordano tutti dai “giovani e dai vecchi, dai ricchi e dai poveri, democratici e repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, indigeni americani, gay, eterosessuali, disabili e no”.
Si usa abilmente quello che viene chiamato Milton Model, un modo di esprimere frasi e pensieri, in modo così generico e abile che tutti si riconoscono in quello che viene detto: come può un americano non essere daccordo sui padri fondatori, sulla democrazia, sul fatto che “siamo, e sempre saremo, gli Stati Uniti d’America”.

E la frase più bella, un capolavoro di genericità (si può dire?) è:
“È la risposta che ha guidato quelli che si sono sentiti dire per tanto tempo di essere cinici e spaventati e dubbiosi su quello che possiamo ottenere, mettendo le loro mani sull’arco della storia e piegandolo una volta di più alla speranza di un giorno migliore.”

Secondo te che vuol dire mettere le mani sull’arco della storia e piegarlo alla speranza di un giorno migliore?
Niente… non vuol dire niente, eppure se leggi questa frase, se la ascolti, ti emoziona, ti crea un’immagine, dentro di te, di forza, di un sole che sorge, insomma la suggestione è forte, però almeno fin qui, non ci sono fatti concreti, impegni, farò qui, farò la…

La seconda parte da “Poco fa stasera” fino a “il vicepresidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden” è ancora un susseguirsi di immagini suggestive, concetti vaghi e molto generici.

Ad esempio si richiama ai sacrifici di un combattente e patriota come McCain, si parla di lavorare insieme, ecc. Anche qui, sarebbe stato bello chiedere: “Si, ma cosa intendi per lavorare insieme, come?”.

Ripeto… si tratta comunque di un bellissimo discorso, alla ricerca di un consenso generale, Obama qui cerca di toccare il cuore di tutti e lo fa ancora parlando poi di famiglia, della moglie e delle figlie, parla del cane, della nonna, delle sorelle e dei fratelli.

Ancora, facci caso. Pause, frasi lunghe, accenti su determinate parole.

E poi altro capolavoro, il richiamo a chi ha lavorato dietro le quinte e agli umili, a chi tutti i giorni ha dato un seppur piccolo ma importante contributo.
Qui, da “E al manager della mia campagna…” fino a “…a peggior crisi finanziaria da un secolo” è un tripudio di immagini, suoni e sensazioni per accendere emozioni.

Da notare che in questa ultima parte ritorna su concetti già espressi all’inizio, e anche questa è una tecnica tipica del Milton Model e della comunicazione ipnotica.

E poi… ritorna sul patriottismo e sulla famiglia e le difficoltà. Tutti richiami a situazioni generiche che tutti abbiamo in mente e per le quali nessuno di noi esprime un rifiuto, anzi queste situazioni fanno parte del nostro vivere quotidiano.

Andando avanti abbiamo “C’è una nuova energia da sfruttare…” bellissima frase che richiama all’azione, ad una fase nuova per tutti, e anche qui, essendo generica e senza dettagli specifici, ognuno di noi sarà daccordo ;-)

Infine, ricalco sul futuro e concetti ripetuti come “un nuovo spirito”, “mi serve il vostro aiuto”.

E via così, richiamando concetti come la libertà di voto, il razzismo, la guerra, i successi nello spazio ecc.

Un capolavoro di contenuti e di forma, di immagine e di capacità oratoria, non dimenticare infatti che al di là delle parole Obama si muove benissimo sul palco e sa quando fermarsi e quando porre l’accento sulle parole giuste.

Mi fermo qui, data la lunghezza del post.

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Un saluto
Salvatore

Non c’è rosa senza spine

26 dicembre 2009

rosa senza spine

Ciao,
spesso utilizziamo la frase del titolo, per evidenziare che anche nelle cose belle che incontriamo nella nostra vita, capita che ci possano essere aspetti poco piacevoli e… “spinosi”.

Pur trattandosi di un detto popolare, e quindi con un fondo di verità, ritengo che avvicinandosi l’anno nuovo, sia necessario, prepararsi per affrontare il nuovo anno, tutti i nostri buoni propositi, i nostri nuovi progetti con un atteggiamento positivo, che ci permetta di cogliere, nella nostra vita di tutti i giorni, gli aspetti positivi del nostro vivere.

Per questo voglio riportarti una frase di Alphonse Karr:

“Alcune persone si lamentano sempre perchè le rose hanno le spine. Io sono contento e grato perchè le spine hanno le rose”. Alphonse Karr

Questa frase è proprio la quintessenza del pensare positivo, del saper, in ogni situazione, trovare il lato positivo.

Se, sul lavoro, con gli amici, in casa con i tuoi, sei sempre portato a essere “negativo”, ad appesantire e ad appesantirti la vita, prova, tutte le volte che stai parlando con qualcuno a ricordare questa frase, ripetila a mente e poi riformula quello che stavi per dire con una visione positiva, costruttiva, allegra, che permetta a te e a chi ti sta vicino di affrontare gli eventi con uno stato d’animo diverso.

A tal proposito, ti racconto una breve storia, che ho vissuto da piccolo. Io provengo da una famiglia del sud abbastanza numerosa e, magari saprai, che in occasione dei funerali, a sud è tradizione che coloro i quali vengono a portare le condoglianze, arrivino sempre con un dolce dono… dolci che poi si mangiano tutti insieme.
Devi sapere, che il giorno che mori mio nonno, normalmente, tutte le persone che arrivavano, portavano i dolci e poi si mettevano li a fare i soliti discorsi tristi, encomi sulla bontà del defunto, la sua vita eccezionale ecc.

Ebbene, è ancora vivido in me, il ricordo di un uomo, cugino di mio nonno, che arrivato, per porgere le sue condoglianze, comincia ad un certo punto a parlare e piano piano, intorno a lui si radunavano tutti… Anch’io pur essendo un bambino, mi sono avvicinato, e sai cosa diceva? Raccontava barzellette! Aneddoti sulla vita del defunto divertenti che aveva vissuto insieme a lui.

Insomma in pochi istanti, quella veglia al defunto, diventò un momento di aggregazione, di confronto tra persone che magari non si vedevano da anni, un’occasione per stare insieme vivendo il lato positivo di quel momento.

Ho avuto modo poi da adulto di incontrare ahimé ad un altro funerale, questo parente, e ancora una volta ho potuto apprezzare questa incredibile ed eccezionale sua caratteristica, questo carisma che aveva sulle persone, questa sua capacità di avere un sorriso per tutti.

Non vorrei esagerare dicendoti che di alcuni funerali mi ricordo più le barzellette che altro, e credimi, sono certo che nessuno si sia mai sentito offeso o ferito da questo atteggiamento, anzi sono sicuro che da lassù mio nonno ancora oggi approva e ride!

Quindi usa tutto quello che hai imparato dalla PNL, lo stato potenziante, ecc per volgere in positivo la tua vita.

Fammi sapere cosa ne pensi.

Come modellare l’eccellenza per raggiungere i propri obiettivi

28 novembre 2009

Ciao,
oggi vi voglio parlare di una tecnica fondamentale della PNL: il modellamento.
Tale tecnica, per poter essere attuata, presuppone un’analisi meticolosa e dettagliata del comportamento della persona che vogliamo “modellare”.

Vi faccio un esempio pratico: supponiamo che siate desiderosi di fare carriera all’interno della vostra azienda e avete individuato una personalità di spicco all’interno della vostra organizzazione, da tutti indicato come un esempio di leadership e carisma.
A questo punto, se volete seguire le sue “orme” dovete modellarlo, cominciate quindi ad osservarlo, cercate di capire come si relaziona con i suoi collaboratori, con i suoi superiori, analizzate la sua comunicazione verbale e non-verbale, analizzate forma e contenuto dei suoi discorsi, delle sue email, osservate la sua postura, la sua espressione, il suo timbro di voce.
Ad esempio, è una persona solare, positiva, racconta aneddoti, battute, barzellette per creare un clima positivo? Prendete nota!

Ovviamente, la Programmazione Neuro Linguistica codifica e definisce tutti i “canali” da osservare, e questo lo vedremo in altri post.

Comunque, per ora, raccogliete tutte le informazioni che potete e poi una volta che avete un quadro chiaro della situazione agite!

Qui comincia la fase attiva, il modellamento vero e proprio, la chiave per operare nel modo giusto è: “Come si comporterebbe lui in questa situazione?” “Come posso rendere mio, calare nella mia personalità il suo modus operandi?”. Rispondendo a queste domande, si metteranno in atto, quei comportamenti virtuosi e di eccellenza che abbiamo osservato e improvvisamente ci renderemo conto di quanto sia semplice poter raggiungere i propri obiettivi.

Certo ci vuole esercizio, ci vuole costanza, e poi vedrete come i vostri colleghi e i vostri superiori rimarranno piacevolmente stupiti della vostra trasformazione.

Esercitatevi, esercitatevi, esercitatevi e sappiate che questa tecnica potete applicarla in qualsiasi ambito della vostra vita e troverete miglioramenti impensati!
Ditemi cosa ne pensate con un commento.