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Cambiare

13 maggio 2010

Ciao,
dopo l’articolo su “Lavoro: i dieci indicatori del cambiamento” mi è successa una cosa “particolare”.
Mi si è infilata nella testa una canzone di un grande della musica italiana, purtroppo prematuramente scomparso, quale era Alex Baroni.

La canzone, manco a dirlo è: Cambiare.

Ti propongo il video tratto da youtube e il testo della canzone.

Ti nasconderai
dentro i sogni miei
ma io non dormiro’
mi dovra’ passare
e quanti amori avrai
che cosa gli dirai
e quanto anche dl me
io dovro’ cambiare.
amore, non mi provocare
arrivero’ fino alla fine dl te
amore, mi dovra’ passare
per restare libero, cambiare.
ti nasconderai dentro gli occhi miei
ma io non guardero’
io dovro’ cambiare.
amore, che non puo’ volare
resterai qui fino alla fine di me?
amore, mi dovra’ passare
per diventare libero, cambiare, cambiare.
combattero’ con le mie notti bianche
combattero’ devo ricominciare a inventare me.
amore, non mi provocare
arrivero’ fino alla fine di te.
amore da dimenticare
per diventare libero, cambiare, cambiare
e per non cadere piu’, cambiare

Per me il senso sta tutto in due frasi:

“per restare libero, cambiare” e “per diventare libero, cambiare,cambiare”

Bellissima!!!

Un saluto
Salvatore

Il coraggio di cambiare

10 maggio 2010

Ciao da Francesco di Coste,
per dare spazio al cambiamento che desideri, è necessario semplicemente avere un po’ di coraggio. Il coraggio di lasciare spazio al nuovo che arriverà, alle opportunità che si creeranno.

A tal proposito di seguito, una bellissima frase di Helen Hunt che inquadra prefettamente il tema.

L’unico momento in cui ho fatto un passo avanti nella mia carriera è stato quando ho avuto il coraggio di dire no alle cose che si presentavano come sicure o che avevo già affrontato, e questo per lasciare spazio a qualcosa di nuovo.

[Helen Hunt]

Un saluto
FdC

Diventare l’ostrica

6 maggio 2010

Quando ci accade qualcosa che non gradiamo, che ci da fastidio, spesso tendiamo a identificare l’altro come il “problema”.

In qualche modo ci toglie la responsabilità. Non siamo noi ad avere sbagliato, ad avere la colpa. La colpa è dell’altro.

Questo instilla l’idea che il potere di cambiare le nostre vite risieda all’esterno. Se le circostanze della nostra vita fossero differenti, la nostra vita sarebbe differente, probabilmente più felice.

Così diamo la colpa agli altri della nostra infelicità e cerchiamo, con mezzi subdoli o meno, di cambiarli.

Questa strategia può funzionare a breve termine – potremmo “ottenere” che l’altra persona alteri il suo comportamento in modo che sia capace di soddisfare i nostri desideri – ma sul lungo termine potrebbe essere un disastro.

E’ una perdita di tempo investire la nostra energia per cambiare gli altri. Gli altri devono agire sulla base della loro stessa iniziativa.

Possiamo invitarli, ispirarli, supportarli, mostrare loro modi diversi di comportamento, magari quelli che ci fanno piacere, ma non possiamo costringerli a cambiare.

Potrebbero adeguarsi, ma adeguarsi non è la stessa cosa di volersi prendere un impegno. Inoltre, potresti non ottenere il cambiamento che desideri.

I tuoi tentativi di cambiare gli altri alla fine falliscono. Quando investiamo le nostre energie con la speranza di migliorare le nostre vite, quello che riceviamo è disappunto o al massimo, dei risultati di
brevissimo termine.

I problemi o le seccature sono inevitabili. Non possiamo farci molto. Non ha importanza che tipo di vita conduciamo, le situazioni difficili emergono, il nostro percorso diventa una strada sterrata, piena di rocce e buche e ci troviamo di fronte due o forse anche tre scelte:

proietteremo le nostre difficoltà su un’altra persona e la descriveremo come un ostacolo alla nostra felicità?

Interpreteremo questo “problema” come una minaccia alla nostra sopravvivenza?

O accetteremo la circostanza presente che ci sfida come un invito per un ulteriore crescita?

Il potere di cambiare le nostre vite risiede in noi stessi. Assumendoci la piena responsabilità per il nostro ruolo in ogni situazione difficile in cui ci troviamo, ci liberiamo dalla trappola “io contro di te”.

La prigione dell’opposizione si scioglie via, le sbarre della nostra cella si dissolvono e quello che ci rimane è l’opportunità di portare maggiore felicità nella nostra vita e in quella degli altri.

Se qualcosa emerge e non soddisfa le nostre aspettative, possiamo imparare dall’ostrica, che prende un irritante granello di sabbia che entra nella sua conchiglia e lo trasforma in qualcosa di meraviglioso.

Un saluto
FdC

Il problema della possibilità

7 aprile 2010

Ciao,
oggi voglio farti leggere un estratto dal libro “Time for a change” di Richard Bandler.

Il problema della possibilità.

Le persone pensano a quello che non possono fare.

Ho condotto dei seminari generativi.

Dicevo: “Qui non si intende realizzare un cambiamento a rimedio di qualcosa: se venite da
me, è perché volete delle cose positive.”

Alcune persone si presentano da me, ma non hanno neanche l’apertura mentale per concepire delle possibilità.

Vengono da me e dicono: “Voglio sbarazzarmi del mio dialogo interiore.”

Io rispondo: “Ucciditi, così non ce l’avrai più.”

Loro fanno: “Aspetta un attimo…”.

Bisogna che capiscano, che sognino quello che è possibile.

Non sanno nemmeno qual è il problema. Hanno prima pensato, erroneamente: “Conosco la soluzione! Se non fossi tormentato dal mio dialogo interiore, allora starei bene. Sarei illuminato.”

Invece, potrebbero rendersi conto del fatto che possiamo scegliere cosa far diventare un problema
e decidere quale procedimento usare.

Potrebbero parlare dentro loro stessi come Mozart. Avrebbero dentro di sé un’opera a motivarli. Allora, vorrebbero tenersi tutte le loro voci.

Avrebbero una magnifica risata, come Mozart. Il loro mondo risuonerebbe di musica e di forti emozioni, invece che di vocine cattive e piagnucolose.

Hai letto tutto?

Bene… ci sono due cose importanti da notare.

Richard Bandler, ogni volta che vuole comunicare, che vuole far passare un messaggio importante, cerca sempre di utilizzare immagini forti, divertenti. Infatti solo se susciti delle emozioni, solo facendo divertire le persone potrai “formarle” e solo se ottieni una risata sarai sicuro che chi ti ascolta ha veramente appreso. E nello specifico, la risposta di Bandler: “Ucciditi, così non ce l’avrai più.” è semplicemente geniale! :-)

L’altra cosa, invece più seriosa e sostanziale è che spesso ci infiliamo in vicoli ciechi, in problemi che non riusciamo a superare, solo perché abbiamo un atteggiamento sbagliato nei confronti della vita, pensiamo sempre in negativo, pensiamo sempre e soltanto a quello che non possiamo fare.
E mai a quello che possiamo veramente e facilmente fare per noi stessi e gli altri!

E’ arrivato il momento di darci una possibilità, è arrivato il momento di cambiare!