
Quando ci accade qualcosa che non gradiamo, che ci da fastidio, spesso tendiamo a identificare l’altro come il “problema”.
In qualche modo ci toglie la responsabilità. Non siamo noi ad avere sbagliato, ad avere la colpa. La colpa è dell’altro.
Questo instilla l’idea che il potere di cambiare le nostre vite risieda all’esterno. Se le circostanze della nostra vita fossero differenti, la nostra vita sarebbe differente, probabilmente più felice.
Così diamo la colpa agli altri della nostra infelicità e cerchiamo, con mezzi subdoli o meno, di cambiarli.
Questa strategia può funzionare a breve termine – potremmo “ottenere” che l’altra persona alteri il suo comportamento in modo che sia capace di soddisfare i nostri desideri – ma sul lungo termine potrebbe essere un disastro.
E’ una perdita di tempo investire la nostra energia per cambiare gli altri. Gli altri devono agire sulla base della loro stessa iniziativa.
Possiamo invitarli, ispirarli, supportarli, mostrare loro modi diversi di comportamento, magari quelli che ci fanno piacere, ma non possiamo costringerli a cambiare.
Potrebbero adeguarsi, ma adeguarsi non è la stessa cosa di volersi prendere un impegno. Inoltre, potresti non ottenere il cambiamento che desideri.
I tuoi tentativi di cambiare gli altri alla fine falliscono. Quando investiamo le nostre energie con la speranza di migliorare le nostre vite, quello che riceviamo è disappunto o al massimo, dei risultati di
brevissimo termine.
I problemi o le seccature sono inevitabili. Non possiamo farci molto. Non ha importanza che tipo di vita conduciamo, le situazioni difficili emergono, il nostro percorso diventa una strada sterrata, piena di rocce e buche e ci troviamo di fronte due o forse anche tre scelte:
proietteremo le nostre difficoltà su un’altra persona e la descriveremo come un ostacolo alla nostra felicità?
Interpreteremo questo “problema” come una minaccia alla nostra sopravvivenza?
O accetteremo la circostanza presente che ci sfida come un invito per un ulteriore crescita?
Il potere di cambiare le nostre vite risiede in noi stessi. Assumendoci la piena responsabilità per il nostro ruolo in ogni situazione difficile in cui ci troviamo, ci liberiamo dalla trappola “io contro di te”.
La prigione dell’opposizione si scioglie via, le sbarre della nostra cella si dissolvono e quello che ci rimane è l’opportunità di portare maggiore felicità nella nostra vita e in quella degli altri.
Se qualcosa emerge e non soddisfa le nostre aspettative, possiamo imparare dall’ostrica, che prende un irritante granello di sabbia che entra nella sua conchiglia e lo trasforma in qualcosa di meraviglioso.
Un saluto
FdC